Rassegna storica del Risorgimento

1896 ; MAKALL? ; GALLIANO GIUSEPPE
anno <1935>   pagina <483>
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La Toscana nel 1831 e gli ultimi giorni di Pietro Colletta 483
29 maggio - i soliti - Nazario Colaneri: mi pare mille anni che tomi il Signor Marchese per finire quest'affare .
30 maggio - i soliti.
C'è nell'aria di casa Colletta un Benso di sconforto. H movimento di Romagna è stroncato; la situazione politica è oscura. H generale ha dovuto subire le condizioni poste dal Governo per la revoca dell'ordine di espulsione: comunicazione alla Polizia dei nomi dei componenti la società che presso di lui si riuniva, obbligo di comunicare preventiva­mente al Commissariato di Santa Croce ogni suo spostamento. Vedemmo come in data 29 marzo il Governo avesse dato ordine di intimare al generale lo scioglimento della Società ; ma questa intimazione, se è stata fatta, non giunse uno a vietare ai soliti amici di recarsi quasi giornalmente a far visita al generale infermo. Il Capponi è assente e la sua assenza è grandemente sentita. Egli è l'anima della riunione, ma pare che in questo periodo la sua attività politica sia fuori della Società Colletta. Altrove deve essere il centro del movimento e non ancora indi­viduato dalla Polizia. Questa ha la convinzione che il Capponi sia il capo. La sorveglianza su Colletta è mantenuta. I discorsi intercettati hanno il tono di innocenti chiacchierate, o tutt'al più di sarcastici e amari commenti alle notizie di cronaca politica; ma domina in essi un insistente accenno ad una questione grave da risolvere per la quale è indispensabile la presenza del Marchese.
È probabile che l'affare di cui discorrevano fosse la permanenza o meno del generale a Firenze. La malattia gli aveva concesso un po' di respiro; il 18 maggio era andato per un giorno alla villa di Montughi; poteva quindi intraprendere un viaggio. Preoccupazioni finanziarie e disgusto per l'accanimento poliziesco lo spingevano a studiare l'oppor­tunità di abbandonare l'alloggio di Firenze. Ma d'altra parte è evidente che nell'intenzione del Buon Governo le frasi estratte dai rapporti della Polizia dovevano dimostrare l'intenzione del gruppo Capponi-Colletta di portare a compimento il denunciato complotto.
Assiduo in casa Colletta era in quel periodo Giacomo Leopardi. ** sua partecipazione alle famose riunioni è per la prima volta esplicitamente segnalata negli appunti relativi a quella del 31 maggio. (Da quel momento il suo nome ricorre abbastanza spesso 1,10,29 giugno; 4 luglio; 29 e 30 agosto; 1, 5, 9, 10, 11, 12 settembre ; si può considerare come implicito in molti dei frequenti soliti; di lui si ripor-tano espressioni testuali). Ma la sua assiduità deve essere naturalmente Piu antica. È del 12 maggio una lettera del Colletta a Gino in cui dice: vedo spesso il Leopardi . È più che naturale la sua presenza in quel