Rassegna storica del Risorgimento
1896 ; MAKALL? ; GALLIANO GIUSEPPE
anno
<
1935
>
pagina
<
485
>
La Toscana nel 1831 e gli ultimi giorni di Pietro Colletta 485
dubbio che la insistente, desolata tristezza del poeta fosse un atteggiamento secentesco, mostra quanta fede egli abbia avuta in quello che per lui doveva essere il vero Leopardi: quello della Canzone all'Italia, delle canzoni ad Angelo Mai, a Dante in Santa Croce, nelle nozze della sorella
Paolina A lui, come al Vieusseux ed al Capponi, sarebbe piaciuto
che lo scrittore si fondesse animosamente colTuomo ch'essi conoscevano ed amavano, col liberale che ardeva della loro stessa passione politica e della stessa idealità nazionale.
Non è col temperamento di un Colletta o di un Capponi che un Leopardi, tiepido o indifferente, incurabilmente misantropo, avrebbe trovato fraterna accoglienza in un ambiente ardente di fede patriottica ed infiammabile ad ogni notizia politica. II Preambolo allo spettatore fiorentino, la Palinodia sono delle prove di delusione; ma la delusione è tanto più. viva quanto più viva è stata la fede. Quanto abbia vibrato ranimo del Leopardi nel 1831 lo provano ancora i Paralipomeni, ove è ancora così amaro lo sdegno per il tradimento della Francia, così fervido il sentimento d'italianità. Il vero Leopardi del '31 si rivela ancora nel violentissimo scatto con cui ad un certo momento, superando ogni riserva figliale, si strappa dal viso la macchia di passare per autore dell' infame, infamissimo, scelleratissimo libro paterno, i famosi Dialoghetti sulle materie correnti nelVanno 1831. Quanto fosse nel'31 la fierezza del suo sentire politico appare anche dall'asprezza con cui reagisce, scrivendo a un amico come il Vieusseux, alle innocenti dicerie ch'egli si fosse recato a Roma con mire di carriera ecclesiastica; le taccia di menzogna, conoscendosi benissimo la mia maniera di pensare e sapendosi eh io non ho mai tradito i miei pensieri e i miei principi colle mie azioni . Si sapeva il suo modo di pensare. Si conosceva, in altre parole, il suo liberalismo. Quanto fosse noto, lo dimostra anche il fatto ch'egli fosse eletto deputato all'assemblea costituente di Bologna dai consiglieri di Recanati il 18 marzo 1831. Si aggiunga che le strette relazioni tra il gruppo toscano di Capponi e gli uomini del Governo provvisorio di Bologna autorizzano a credere che la candidatura Leopardi, certo concertata come ogni candidatura politica dal comitato competente, non debba avere sorpreso affatto i famigliari di Casa Colletta.
9 Se va accolta la congettura di G. A. Levi fop. .rt., pag. 343-4)d* nei Paralipomeni il personaggio del Conte Leccafondi debba il più d "*** Barone Colletta, va notata lfgrande riverenza di cui è improntato il ritratto, nono-Btante le intenzioni di parodia. Ha messo opportunamente l'accento fPm dei Paralipomeni G. MAZZONI, Il Leopardi nazionali in Quadrivio del 14 otto bre 1934.