Rassegna storica del Risorgimento

1896 ; MAKALL? ; GALLIANO GIUSEPPE
anno <1935>   pagina <488>
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488 Ernesto Benedetto
Sembra quindi che si rinunci definitivamente al misterioso affare Costantini si sente sorvegliato dalle tante spie del Presidente : la preoccupazione per la famiglia non gli permette più di fare le baracche che gli avevano valso di essere scelto come l'uomo adatto per il compito rischioso assegnatogli dal Capponi. Ma la sua figura appare misteriosa o per lo meno strana. Il compilatore delle note della Segreteria du Gabi­netto che pare (come abbiamo visto) non abbia mai creduto ciecamente ai rapporti di gente prezzolata pensa che il Costantini sia un fan­toccio per spaurire e maggior sorpresa dimostra il giorno 6 quando registra:
6 loglio Costantini Abramo, ebreo d'Ancona, venato all'udienza per doman­dare che si abbia riguardo a lui per uffici prestati al defunto Granduca. Uomo poco chiaro - è ristesso dalla Polizia cercato tre settimane Proposizione del] Maggior­domo per farlo Console in uno dei scali della Turchia.
E difficile che il Costantini fosse una spia. La Polizia avrebbe avuto per mezzo suo più complete informazioni sull'identità delle persone che andavano da Colletta. E probabile che, qualunque fosse l'incarico affi­datogli dal Capponi, soltanto il desiderio di non correr rischi (come avrebbe osservato il Capponi) lo rendesse tepido nell'esecuzione degli ordini ricevuti. Tanto più in quel momento in cui le speranze e 1 entu­siasmo di gran parte dei liberali non riuscivano ancora a risollevarsi dal colpo portato dall'insuccesso di Romagna, mentre il riconquistato ascendente di Saurau sul Granduca si ripercuoteva, inasprendola, sull'attività della polizia politica.
Mentre a Roma la conferenza diplomatica delle Potenze lavora alla risoluzione del conflitto francoaustriaco per la quistione dello sgombro delle Legazioni, l'Austria fa trasmettere dal suo ambasciatore a Roma, Lutzow, al Saurau che le comunica al Governo granducale le deposizioni rese alla Polizia di Venezia da Orioli e Mamiani, catturati durante la loro fuga dalle Legazioni. In esse sono dettagliati particolari sul movi­mento liberale specialmente riguardo alla Toscana. Sotto l'apparenza di una segnalazione in accordo ad una solidale azione contro il movi­mento liberale, c'è forse l'astuta tattica di avvertire indirettamente che l'Austria non ignora le speranze ed i segreti progetti dell'elemento libe­rale del Governo granducale. Ecco l'importante costituto del conte Terenzio Mamiani della Rovere di Pesaro:
Non vi era concerto vero fra le rivoluzioni di Modena e Bologna. Spiacque che la prima scoppiasse troppo precoce. Dice che il Governo Papale doveva essere informato della disposizione al malcontento, ciò costava dai fogli della polizia caduti poi in mano