Rassegna storica del Risorgimento
BELGIO ; ORSINI FELICE ; GIORNALISMO
anno
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1935
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pagina
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494
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494 Ernesto Benedetto
Legazioni uomini pagati per agire a seconda delle disposizioni dei centri Ta Capponi e Torrigiani mensualmcnte. Tesoriere pagatore un romagnolo. Idea di m, seconda Rivoluzione La caduta di Varsavia l'ha sventata - Rivolta disposta nel Carnevale, non venuti a nessun atto formale per timore della polizia - Mire contro il Presidente del Buon Governo - Danno per sospetti Goretti ed il Dr. Benedetta Mascalchi.
Supplementi di rivelazione e conferme si erano aggiunte il 26 e il 31 ottobre:
Corrispondenza fra i liberali toscani e quelli dello stato pontificio. Intermediari il Sacerdote Ragazzini addetto alla Nunziatura ed un certo Verità di Modigliana. Spediscono anche espressi. Abramo Costantino è Porgano per la corrispondenza colle Marche. Leopoldo Onorato Papi, fiorentino, maestro di lingue, amico del Ragazzini. Si ritiene che la maggior parte della Romagna toscana sono del partito liberale. Capi in Firenze: Marchese Gino Capponi e Pietro Torrigiani, Gio. Batta Niccolini. Sospetti contro diversi individui della Guardia del Corpo. Contro il Segretario Goretti che frequenta le conversazioni liberali in casa Poniatowsky e Lamberti e contro il commesso Francois, pure impiegato nella presidenza, che sta in corrispondenza col noto liberale Laderchi di Faenza, D. Benedetto Mascalchi, Emilio Poggi, Cap. Pietro Baldini, Fede-rico Sambalino. Quest'ultimo ha servito nell'armata dei ribelli pontifici.
Il suddetto Verità è un procuratore a Modigliana, è in stretta relazione col negoziante Bavagli di Marradi e col Dr. Calubani pure procuratore a Modigliana, celebre liberale. Loro corrispondenza con i capi della propaganda francese: Lafayette, Barrot, é C. ma per mezzo di espressi. Un fratello del prete Ragazzini col nome di Gaetano è impiegato alle poste di Firenze: agisce molto per le commissioni dei liberali. Bottega Ravaioli a Firenze Riunione.
Un rapporto della Polizia del 27 giugno 1834 ci dà notizia della nuova casa ove, dopo la morte del Colletta, fecero capo i fili del movimento:
Riccardo Biscardi di Livorno, maestro di lingua a Firenze, dimorante in Via Larga. Costui è in relazione col Marchese Gino Capponi, quale era noto aver trattato la di lui moglie vivente il generale Colletta nel 1831. Si adunavano presso questo generale il Biscardi, lo stesso Capponi, il Marchese Ridolfi, G. P. Viessieux e il ben noto Nicolò Tommaseo. Dopo la morte del Colletta quelle adunanze si facevano in casa del Biscardi e dopo che erano divenati languidi gli affetti tra il Capponi e la moglie del Biscardi si vuole che presso Viessieux continuassero le conventicole, ma con estrema circospezione. La relazione del Biscardi colla Sidoli è un fatto che ha sparso molta luce sul contegno tenebroso della medesima. Biscardi unito a Capponi; a Ridolfi; a Viessieux; a Tommaseo - Tommaseo che va a trovare Mazzini a Ginevra - sono queste, circostanze assai rimarchevoli. i)
ERNESTO BENEDETTO
J) A. S. F., Segreteria Esteri, filza 2953, inserto 47.