Rassegna storica del Risorgimento
FABRIZI NICOLA
anno
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1935
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pagina
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495
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IL GENERALE NICOLA FABRIZI NEL RISORGIMENTO ITALIANO
D'alta statura, barba patriarcale, occhio indagatore, volto dai nobili lineamenti; animo forte generoso sensibilissimo; lealtà, volontà, coscienza: tali erano i tratti caratteristici di quel grande patriota che fu Nicola Fabrizi.2)
Nato in Modena al principio del secolo decimonono, mentre le aspirazioni nazionali ricevevano impulso dalle straordinarie fasi della epopea dell'italiano Napoleone Bonaparte, la niente di lui sin dai primi anni fa dominata dall'idea di patria, che doveva essere la religione di tutta la sua vita.
Rinfrancatosi da una malattia che lo colpì adolescente e l'obbligò a reagire fisicamente colPassiduo moto, a piedi venne a Roma nel 1825 e quivi ebbe i primi contatti coi liberali insofferenti del governo papale; quindi, tornato a Modena, fu intimo amico di Ciro Menotti e prese parte attivissima alla cospirazione che sboccò nella rivoluzione del 3 febbraio 1831.
Dopo la battaglia di Rimini fatto prigioniero dell'Austria per la cattura della nave sulla quale erasi imbarcato affine di sfuggire alle vendette del Duca di Modena, e da Venezia rimesso in libertà, esulò in Francia, in Svizzera; prese parte con Mazzini alla fondazione della società segreta Giovine Italia , poi alla spedizione di Savoia (1834); si trasferì quindi in Spagna, prese servizio nel reggimento Cazadores de Oporto e combattè per la causa della libertà contro i carlisti. Comandava quel reggimento il genovese Borso di Carminati ed erano compagni d'arme del Fabrizi, con altri Italiani, Enrico Cialdini, Manfredo Fanti, i fratelli Durando, Domenico Cucchiari, Nicola Ardoino, Ignazio Ribotti: tutti futuri generali d'Italia. In Spagna quei valentuomini erano accorsi per apprendere l'arte della guerra; loro pensier sempre presente fu quello di servirsene in prò del loro paese dal quale avevano dovuto esulare. In una lettera da Valenza, diretta il dì 8 febbraio a Nicola Fabrizi - quando questi credette opportuno di avvicinarsi all'Italia, trasferendosi a Malta, per animare la cospirazione nelle prossime regioni italiane Cialdini,
!) Le carte che furono di Nicola Fabrizi, in numero di 5414, sono state donate dall'autore al Mnseo Centrale del Risorgimento in Roma, al quale verranno prossimamente consegnate (N. d. R.).