Rassegna storica del Risorgimento

FOSCOLO NICOL?
anno <1935>   pagina <510>
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510 Libri e periodici
europeo (p. 257); che fu posto fine aliV ingerenza clericale, quale il Concilio di T l'aveva imposta con rinnovata energia (id.), e che, soppresso il patriziato olJ> fa aperta la via ai nuovi ceti, che balzeranno presto allo stadio di protagonisti fin
CARLO A. MOUNABI
RAFFAELE CIAMPINI, La caduta della monarchia, 1792; Bologna, L. Cappelli lQld in 16<>, pp. 291, L. 12.00. ' '
Senza dubbio, il lavoro del Ciampini non aggiunge molto di nuovo a quanto già si sapeva sul momento culminante della Rivoluzione francese. Inoltre, non cre­diamo possano accettarsi alcune delle sue affermazioni, che, ad esempio, non oseremmo ripetere aver a lasciato le cose come prima la guerra allora cominciata e durata ven­titré anni (p. 17), e ad altre ragioni attribuiremmo la scomparsa dell'oro dalla circola-zione (p. 15); e non useremmo espressioni anali: il nulla che determina l'esplosione (p. 183) . Infine, ed è quello che più importa, non riteniamo che la trattazione sia in tutto e per tutto esauriente. Al riguardo, non scenderemo ai particolari, perchè si tratta di cose ben note agli studiosi, ed il libro che abbiamo dinanzi è piuttosto, e vuole essere, opera di divulgazione. Diremo soltanto che manca una chiara esposizione dei programmi dei partiti entro e fuori della Legislativa se pure può parlarsi di veri e propri partiti nel loro graduale sviluppo e reciproca chiarificazione; e che manca ancora una lucida ricostruzione tanto della politica della Corte e delle grandi monar­chie europee, quanto delle passioni scatenatesi in Francia, specialmente in Parigi, e della nuova situazione creatasi nel paese, le quali, agendo logicamente o dialettica­mente, non solo contribuirono alla formulazione dei citati programmi, ma ebbero enorme parte nel succedersi degli avvenimenti, che oltrepassarono le speranze, i ti­mori, i disegni di tutti.
Tuttavia, a parte queste manchevolezze facili a rilevarsi e non altrettanto facili ad eliminare, trattandosi di un argomento molto studiato e molto complesso; nel libro non mancano pagine interessanti e vivaci ricostruzioni, per le quali si racco­manda ai suoi lettori, e che si leggono con piacere. Degno di particolare attenzione è il giudizio dato sulla condotta dei Girondini. E sono tutt'altro che privi d'interesse gl'inediti dispacci di due ambasciatori italiani a Parigi.
Nmo CORTESE
CLELIA FANO, Documenti e aspetti di vita reggiana (1796-1802): Reggio Emilia, presso la libreria Luigi Bonvicini, 1935-XIII, in 8, pp. 285.
Cronaca, e abbondante, ma non inutile, di un sessennio fra i più interessanti e significativi della storia non solo di Reggio Emilia, dall'agosto 1796 ai comizi di Lione. Feste e turbolenze, amarezze per la minacciata soppressione del Dipartimento del Crostolo, piccino piccino, levate di scudi e chiassate anticlericali, repubblicanenepiu o meno convinte, organizzazione del governo, provvedimenti pubblici: c'è di tutto sullo sfondo della lotta tra Austriaci e Francesi. E il ritorno di questi e la vita interna della città nel secondo periodo francese non sono trascurati.
Libro, in sostanza, d'interesse locale. Ma come scindere la storia di Reggio da quella più vasta e più drammatica dell'Italia del tempo? Pur nel voluto tono di cronaca dato dall'autrice al volume risuonano gli echi di più alti avvenimenti che si compivano lon­tano da Reggio e sul destino di questa avevano peso decisivo.
Una maggiore concisione, una maggiore rapidità nel racconto avrebbero, a Pf nostro, meglio giovato all'opera. Nella quale l'autrice non ha voluto tessere la stona particolare di Reggio, che subì le sorti comuni alle altre città alle quali fu unita nena Cispadana e nella Traspadana. Il momento più significativo della storia di Regg><>,u