Rassegna storica del Risorgimento
FOSCOLO NICOL?
anno
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1935
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pagina
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511
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Libri e periodici 511
quello del Congresso, poi nel grande quadro degli avvenimenti... nulla presenta più di notevole e di straordinario . Ma bene ha fatto la Fano nel rappresentare alcuni aspetti della città in tempi posteriori, particolarmente attraverso la interpretazione e l'applicazione di quelle leggi e di quei decreti, che, sorti dal rinnovato spirito pubblico, divennero di questo la più chiara e sicura testimonianza.
Un ricco materiale archivistico, sul quale avremmo desiderato qualche più preciso riferimento, è la base di questo interessante lavoro.
A.M. G.
CABLO ALBERTO RE DI SARDEGNA, Memorie inedite del 1848, Tradotte sugli autografi francesi del Re, per ordine di sua Maestà da Carlo Promis soppresse nel 1848 ed oggi per la prima volta pubblicate e commentate da ALBERT O LUMBROSO con uno studio sulla Campagna del 1848 e con un9Appendice di documenti inediti o scono' sciuti; Milano, Corbaccio, 1935-XHI, in 8, pp. 449. L. 18.
Inedite, veramente, queste Memorie non lo sono punto, anche a dare alla parola un significato latissimo. Già Antonio Monti sul Corriere della Sera del 14 settembre ha accennato alle otto copie delle varie edizioni che il Museo del Risorgimento di Milano possiede. Almeno due copie, sappiamo, ha la Civica di Torino; altre due le conserva un senatore noto per i snoi fondamentali e solidi studi sn Carlo Alberto; un'altra, si licet parva, possediamo noi, cui venne dalla raccolta che fu di Giacinto Stiavelli. E tutto questo senza parlare delle nove copie possedute dalla Biblioteca del Risorgimento di Roma, retta un tempo da quel sicuro competente che è Mario Menghini ed affidata oggi al dotto e sorridente proconsolato di Walter Maturi. Nove copie che comprendono e la prima edizione (Torino, Stamperia Reale, 1848 in 8, pp. xxm-301, segnatura 21-1-F-9) e l'edizione in 2 volumi in 4 delf-1849 (Torino, Giov. Fantini e C, segnatura 22-17-1-14-15) e due copie della nuova ristampa in un solo volume in 8<> del 1849 pp. xxrv-396) e cinque copie della edizione del 1850 (Torino, presso tutti i librai, in 16, pp. 510), che è anche quella da noi posseduta.
Quindi, né inedite, né rare. Tant'è vero che anche nell'ultimo catalogo della Libreria antiquaria Mediolanum (Settembre, p. 19, n. 260), l'opera si trova m vendita per L. 12 (edizione 1850). Ci spiace che il generale Del Bono, specialista di studi militari sul Risorgimento e assiduo frequentatore della Biblioteca di Palazzetto Venezia, non abbia meglio cercato, prima del 1934, nel catalogo. Le avrebbe trovate e lette senza dover aspettare la copia dattilografata messagli a disposizione dal nuovo editore.
E sarebbe stato iUuminato anche sull'autore, prima di averne il nome dalla eruditissima prefazione lumbrosiana. Perchè, infatti, se? quattro delle copie della Biblioteca romana vanno sotto la vecchia assegnazione al Promis (sotto ,1 cmnome esiste anche il rinvio), una (e precisamente quella di Torino del 1849 in 2voli.) è presentata nella scheda con questa netta indicazione: Le Memorie del 48 furono scritte in francese da Carlo Alberto e fatteitaliane da Carlo Promis Questa è una ristampa .
Del resto, prove di altre precedenti attribuzioni are Carlo Alberto reca frequentili Lumbroso. A quelle a lui note si possono aggiungere l'affermazione già data da Licurgo Cappelletti, sulla fede di Costa de Beauregard, nella sua Stona di Carlo Alberto e del suo Régno (Roma, Voghera, 1891, pp. 438-440) e la precisa documentazione recata da Beniamino Manzone, in risposta ad una domanda di Adolfo Colombo,, nel primo fascicolo di II Risorgimento Italiano, rivista storica (anno 1908, pp. 168-169).
Ma anche se l'opera non è né inedita, né rara, l'averla ripubblicata, e bene, è stata cosa utile. Siamo d'accordo con Antonio Monti: il libro del Lumbroso riconduce a nuovi punti divista gli studi su Carlo Alberto, rimette apunto parecchie prospettive; fa lavorare, insomma.