Rassegna storica del Risorgimento

FOSCOLO NICOL?
anno <1935>   pagina <512>
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512 Libri e periodici
E, poi, qucBti volumi di Alberto Lumbroso son sempre miniere preaosifi ' Il titolo e l'argomento contano aino ad un certo punto. La materia è svariati " sempre. La prodigiosa erudizione dell'autore gli permette, infatti, accenni confr *t scorribande, giudizi in cento campi diversi, lontanissimi anche dal tema.
È un peccato ch'egli non faccia mettere un indice dei nomi ai suoi libri S fosse, il lettore di media cultura e di non esercitata pazienza saprebbe dove cere l'opinione di Alberto Lumbroso sul problema del comando (pp. 21-23), la biografia d' Antonio Manno, amico di suo padre e suo (p. 35), i giudizi sul colonnello Fabris, autore di una balorda nota e dichiarato o leggerissimo (p. 38), le notizie sui Promia (pa­gine 45-49, 55-64, ecc., ecc.), sui Thaon de Revel (pp. 87-88), ecc. E potrebbe cosi conoscere anche il parere dell'autore sugli ufficiali che scrivono di storia, quasi tutti mancanti di metodo, dal Pollio ad Angelo Gatti, dall'Aymonino al Vigano tanto che l'ideale sarebbe di poter giungere a far collaborare un generale Segre cori Gioacchino Volpe, in modo che l'uno smussasse i difetti e colmasse le lacune dell'altro (p. 106).
A. M. G.
ALFREDO COMANDINI - ANTONIO MONTI, L'Italia nei cento anni del secolo XIX giorno per giorno illustrata; Milano, Antonio Vallardi, 1935-XIII; dispense 112 e 113 (11a e 12* del voi. V), in 16 pp. 637-700, 701-764, conili. L. 3 ciascuna.
Ecco altre 128 pagine di cronaca viva degli avvenimenti del 1878. Si comincia con il ricevimento di Capodanno al Quirinale e si termina con la riunione della Com­missione per il monumento a Re Vittorio Emanuele II (Milano, 11 ottobre 1878).
E inutile presentare di nuovo quest'opera notissima e ritesserne gli elogi. Non c'è modesto studioso del Risorgimento che non la conosca e non l'apprezzi quale repertorio indispensabile e promemoria giornaliero utilissimo.
Anno pieno il 1878. Morti illustri e avvenimenti notevoli, che il fedele nomenclator segue giorno per giorno, annotando e ricordando accanto alla morte di Alfonso La Marmora, di Vittorio Emanuele II, del card. Antonelli, di Pio IX, di Aleardo Aleardi, di Giorgio Pallavicino, quella di Enrico Stanley e di padre Secchi e di John Russe!, ma anche quella di Antonio MiHancic, vissuto, senza sua colpa, ben 114 anni. E la morte del senatore Giorgio Boria precede di poco il trionfo teatrale degli Speroni d'aro di Leopoldo Marenco.
A tutto ha l'occhio Antonio Monti, succeduto, con la preparazione che gli è universalmente riconosciuta e con l'ausilio del magnifico materiale di quell Eldorado dei Musei del Risorgimento che è il Museo di Milano, al Comandini; e tutto, giustamente, gli appare utile allo studioso. Il 31 gennaio la rendita era a 80,10. Il Monti la segue di fine mese in fine mese: 28 febbraio, 80,55; 31 marzo, 77,95; 30 aprile 78,82; 31 mag­gio, 82,10 ; 30 giugno, 79,17 ; 31 luglio, 78,37 (ma a Parigi il 22 era scesa da 74,70 a 73,75); 30 settembre (manca la quotazione d'agosto), 78,32.
E le illustrazioni commentano il testo che le commenta. Ecco il dolore di Trieste per la morte del Gran Re, ecco i nuovi sovrani, ecco i grandi funerali al Padre della Patria e il Conclave, il Congresso di Berlino e la tragedia d'Arcidosso, il fonografo di Edison e le immagini dei morti illustri e gli attentati all'imperatore Guglielmo e la bella testa di Tranquillo Cremona e l'austera effige dello Sclopis e ricordi di feste e di dimostrazioni e autografi e caricature. La vita di un anno, o quasi, bella e brutta, triste e lieta, grande e meschina, passata in rivista su questo ideale palcoscenico, alla ribalta son tutti, protagonisti e comparse, presentati da un regista d'eccezione.
A. M.