Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; STATO PONTIFICIO ; STATUTI
anno <1935>   pagina <531>
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Lo Statuto Pontificio nel quadro costituzionale del 1848 531
dagli altri che queste cariche fossero date esclusivamente alla Prela­tura... Per gli uni non vi era né dignità, né sicurezza, né civiltà se gli uomini che governavano appartenevano alla Chiesa e ne vestivano le insegne... Gli altri affermavano che dal momento che un laico si fosse assiso in alcuno de' primi posti del governo, il dominio della Santa Sede era spacciato, hostes habent muros... . *)
Esattissima la data indicata per l'inizio della fase acuta del contrasto. Inizio segnato dalla supplica dell'aw. Berni degli Antoni al congresso di Vienna, nella quale mentre si auspicava o almeno si accettava il ritorno del Pontefice, si respingeva ogni ingerenza di tonache nel governo. E a mezzo cammino fra il 1815 e il 1848, all' indomani dei moti delle Legazioni e di Romagna, troviamo un'altra manifesta­zione, clamorosa perchè internazionale, direttamente indi­rizzata alla soluzione dello spinosissimo problema: il Me­morandum delle cinque potenze che il conte Sebastiani
!) Su questo punto fondamentale della secolarizzazione, il Ledermann (LASZLÓ LEDEBMANN, Pellegrino Rossi, Vhomme et l'economiste; Paris, Sirey 1929, pag. 151, nota 2) riporta un brano di un dispaccio che Pellegrino Rossi ambasciatole di Luigi Filippo a Roma inviava a Parigi sullo scorcio del 1847:
Ce qui m* inquiète toujours et de plus en plus, c'est la question du lafcisme. Elle est au fond de tout. Je l'ai dit et répété au Pape et au cardinal. Quelque grande que soit l'autorité morale du Saint-Pére, la caste clericale ne peut pas tenir tète aux radicaux, si le parti lalque modéré, mais mécontent, je ne dis pas se joint à eux, mais seulement croise les bras et laisse faire. Le danger est réel. J'entends des paroles aigres, très aigres, sortir de bouchea qui ne sont certes pas de radicaux. A leur point de vue, les lalques redoutent peu mème une catastrophe, car ils se rappellent que déjà en 1831 les Puissances conseillaient la sécularisation partielle du Gouvernement tem­pore!; à plus forte raison, disent-ilB,l*exigeraient-elles en 1848 .
E ai giudizi del Rossi si riferisce in un suo esame retrospettivo della questione mone. Corboli-Bussi (lettera a mons. Gentilucci del 24 luglio 1849 in: A. MANNO, L'opinione religiosa e conservatrice in Italia dal 1830 al 1850 ricercata nelle corrispon­denze e confidenze di mone. Giovanni Corbolìr-Bussi ; Torino, Bocca, 1910, pp. 258-63). Si riporta ancb'egli al Memorandum delle Potenze (1831) e conclude con queste caratteristiche frasi: per questo, allorché il Cardinale Ferretti nei principii del suo Segretariato di Stato diceva a certi liberali: secolarizzazione no, costituzione si; io in cuor mio dicevo: costituzione no, secolarizzazione dove si può; non solo perchè la secolarizzazione poteva stare senza la costituzione, mentre la costituzione trascinava dietro per necessita la secolarizzazione; ma ancora perchè la secolarizza­zione, esclusi i punti realmente connessi col Governo della Chiesa, era meglio com­patibile con 1* indipendenza del Papato, che non una costituzione .