Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; STATO PONTIFICIO ; STATUTI
anno
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1935
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pagina
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532
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532 Leo Wollemborg
seppe strappare al Metternich, che la diplomazia vaticana doveva poi eludere con la consueta passiva abilità.J)
Le accoglienze fatte dai giornali al Motu-proprio sul Consiglio dei rninistri, e gli avvenimenti paralleli dei giorni 1 e 2 gennaio in cui si disse che il regno dell'anarchia venne iniziato in Roma ,2) ci possono offrir l'occasione di fare il punto esaminando le condizioni dei partiti e delle forze contrapposte all'alba di quel 1848 (d'anno rivoluzionario per eccellenza .s*
Nello Stato pontificio come nell'Italia tutta si potevano facilmente riunire uomini e tendenze sotto le due grossolane etichette di partito reazionario-conservatore e partito liberalerivoluzionario. Ma già tale doppia aggettivazione indica la presenza di ben distinti filoni nelle due gran correnti: né ciò sfuggiva agli stessi contemporanei.
Vediamo così lo Spada 4) tentare con la consueta ingenuità di metodo e d'esposizione e il non meno radicato e abituale partito preso una rassegna degli esponenti del liberalismo italiano raggruppandoli in tre sezioni.
La prima degli uomini che sembravano volere, almeno per allora, la conservazione delpapato ammodernato bensì e portato alle idee del giorno.
La seconda degli uomini che miravano ad entrare nella sala dorata della repubblica, passando prima per l'anticamera del papato costituzionale.
La terza di quei che diritto giungere volevano alla repubblica senza passare per tante trafile né di papato, né di ordini rappresentativi; e questo ci sembra essere stato allora il partito più abile e coerente, o per lo meno (senza approvarne lo scopo e le dottrine) il più sincero .
*) Precisamente il 2 punto del 2 paragrafo del Memorandum indicava come tino dei principi vitali dai quali doveva partire la dichiarazione organica di Sua Santità > l'ammettere generalmente i laici alle funzioni amministrative e giudiziarie*
Per il testo integrale del Memorandum , vedi FAKINI, op* cit. I, P- I-S*
2> GIUSEPPE SPADA, Stona della Rivoluzione di Roma (1846-1849), 3 voli.; G. Pellas, Firenze, 1868, voi. II, p. 13.
a) G. SPADA, op. cU., II, p. 12.
*) G. SPADA, op. cit.t I, pp. 44-47.