Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; STATO PONTIFICIO ; STATUTI
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1935
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535
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Lo Statuto Pontificio nel quadro costituzionale del 1848 535
non sarà mai nulla finché non sarà unita; e unita non sarà mai, perchè e la costituzione geografica, e la politica dei vicini, e il carattere nostro, tutto cospira a tenerla divisa. Il conte Lacepède nella sua geografia dice che, come l'Italia è stata divisa dalla natura in due parti, mediante l'Appennino; così non sarà mai possibile che le due metà si riuniscano politicamente, perchè la politica non può tener lungamente uniti o divisi due paesi che la natura ha divisi o riuniti. Gli Italiani non hanno un sol carattere nazionale come l'hanno tutti gli altri popoli; ma qui ogni stato, anzi ogni città ha il suo carattere e, per conseguenza, i suoi costumi particolari: ora, dicea Dante, è l'uniformità di carattere, quella che lega insieme gli animi; quest'uniformità di carattere manca in Italia; dunque nemmeno vi può essere lega fra una ed un'altra parte di essa. Ed è naturale: gli Spagnuoli sono tutto un popolo, i Francesi sono tutto un popolo, gl'Inglesi tutto un popolo e va discorrendo; ma gl'Italiani sono un complesso di popoli: i Lombardi sono stirpe tedesca, i Piemontesi stirpe borgognona, i Toscani stirpe etnisca, i Napoletani stirpe greca, noi stirpe gallica, ecc., e ognuno di questi popoli ha ritenuto il carattere degli antichi suoi padri. Dirò di più; si asserisce che la lingua è un legame che unisce gl'Italiani tutti... Metti a parlar insieme (io parlo del popolo, perchè gli Italiani non sono già un popolo di letterati) un Napoletano e un Piemontese, un Genovese e un Veneziano, un Bolognese e un Urbinate: fagli parlare anche una settimana; non ne capiscono un'acca; e ci può esser simpatia fra persone che non s'intendono?... Ecco le vere ragioni per cui l'Italia è stata e sarà sempre divisa. Che poi tutte queste s'abbiano ad aver per nulle e tutta la colpa s'abbia a gettar sul Papa io non so che razza di logica sia questa .
Riporteremo ancora ci sembra che questi estratti da scritti contemporanei, anche se talvolta abbastanza diffusi, possano essere la guida più viva e immediata a penetrare il momento storico alcuni brani da memorie di Francesco Pentini1* sulle condizioni dello Stato pontificio nel 1846:2)
a In tre classi si dividevano li sudditi dello Stato Pontificio, cioè una minima parte avversava per principii la cattolica (e forse ogni)
1) Monsignor Francesco Pontini, vice-presidente della Consulta dì Stato (1847), Ministro dell'interno (febbraio-marzo 1848), membro dell'Alto Consiglio (maggio 1848), Cardinale (1863).
2) Brani riportati da MARIA PETUNAHO nel suo lavoro : Francesco Pontini e la rivoluzione romano, su documenti inediti; Roma, G. Bertero e C, 1907, pp. 20-21.