Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; STATO PONTIFICIO ; STATUTI
anno
<
1935
>
pagina
<
536
>
536 Leo Wollemborg
Religione, ma non piccola parte amava e rispettava in genere la rehrio cattolica e il suo capo, ma non amava però, anzi con molto dispiacere vedeva in questo Capo unito il temporale dominio, un'altra assai S estesa parte, oltre all'amare e rispettare la Religione, riguardava come necessario e sacro il diritto del temporale dominio, ma non lasciavano di francamente dire che abbisognava però alcune cose e specialmente non rimanersi stazionarli, a dispetto del tempo... e perfìn quelli pochi che di questa classe non ammettevano tal sorta di miglioramento apertamente dichiaravano che migliorar doveasi la pubblica amministrazione per l'pgnor crescente deficit che vi era... Ora da quesito nacque che li primi, vergognandosi di esporre al nudo la loro idea facilmente si accomodavano a vestirla di un qualsiasi velo che facilmente ritenevano poter lacerare alla prima opportunità, mentre ancora li secondi, per le difficoltà che non potevano ignorare d'incontrare se di primo slancio avessero voluto sostenere l'assunto di distruggere l'opera di tanti secoli, ben si accomodavano a cominciare dal provocare in genere innovazioni, e così senza saperlo li terzi servivano ottimamente di gradino e sgabello alli altri. Li più scaltri delle due prime classi montarono subito questo gradino e di là cominciarono ciascuno sua opera... Ma... mentre li primi profittar volevano di ogni minima circostanza, per cele-remente spingere le cose alla totale distruzione di religione, e d'un colpo il temporale pontifìcio dominio ancora far con quella disparire; li secondi che limitavano le loro idee a quelle soltanto della pontificia sovranità, non spingevano le cose che in questo senso, e perciò mentre li primi totalmente a sinistra dirigevan loro opere, questi, sebbene a sinistra direzione volgevano, seguivano però altra linea, e quanto più queste due si avanzavano divenivan sempre più tra di loro distanti e contrarie. Aggiungevasi a questo che li terzi, quando più si avanzavano le cose andavano scorgendo quanto alli loro principii si opponessero, e così ristar si volevano da quelle oneste mutazioni, per le quali mostrati si erano propensi; ne risultava un disordine tale... .
Concluderemo accennando al riassunto efficace ed esatto che delle condizioni dello Stato pontificio alla morte di Gregorio XVI ci offrono le pagine con le quali Luigi Carlo Farmi pone termine al primo libro della sua opera: Lo Stato Romano dal 1815 al 1850
Pagine tanto più interessanti in quanto dopo aver sobriamente toccato del disordine amministrativo e dell oppressione poliziesca, del deficit crescente malgrado le tass