Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; STATO PONTIFICIO ; STATUTI
anno <1935>   pagina <539>
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Lo Statuto Pontificio nel quadro costituzionale del 1848 539
tempi nuovi. Dal pontificato di Gregorio al pontificato di Pio poteva ben esservi cambiamento di metodi, non mai di principi.
Né v'era da attendersi altro, possiamo soggiungere ora con facile esprit de l'escalier .
Ne ebbero del resto chiara coscienza trascorso il pe­riodo dell'abbagliamento, concluso il ciclo della rivoluzione i più acuti ed oggettivi fra i liberali italiani. Così il La Fa­rina, a proposito della famosa amnistia che diede le prime solide basi alla leggenda di Pio IX, dopo averne esaminato il testo e i caratteri [le restrizioni per cui n'erano esclusi ec­clesiastici, militari e impiegati governativi; la formula per la grazia e il giuramento cui dovevano sottoscrivere gli am­nistiati **], conclude in questi termini:
Era chiaro adunque che non trattavasi dì accordo tra principato e libertà, ma di clemenza del prìncipe: non di riparazione del malfatto del Governo, ma di perdono del malfatto dei cittadini: il diritto del popolo continuava a chiamarsi reità come ai tempi di Gregorio, se non che Gregorio voleva vendicarsi, Pio usare misericordia: l'uno faceva del­l'amante della libertà una vittima, l'altro un rinnegato: e che altro è il rinnegare se non il dichiarare errore o delitto le proprie credenze? .2)
Qualche esagerazione certo nelle parole e nel tono acceso del La Farina: ma anche un lucido fondo di obbiettiva realtà che ancor oggi riaffiora se tentiamo di resuscitare i senti­menti, le convinzioni e i propositi che dovevano animare Giovanni Maria Mastai Ferretti quando per la prima volta il 17 giugno 1847 si affacciava alla loggia vaticana benedi­cendo al popolo romano.
Certo il nuovo Pontefice sapeva che quel popolo romano pur devoto nella sua gran massa al Vicario di Cristo odiava e osteggiava il governo ecclesiastico: e di quel go­verno il Papa stesso conosceva i molti vizi e difetti. D'altra
*) Per il testo dell'amnistio, vedi: FAUNI, op. cih, II, 160. 2) LA FARINA, op. cit., II, p. 20.