Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; STATO PONTIFICIO ; STATUTI
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1935
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pagina
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543
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Lo Statuto Pontificio nel quadro costituzionale del 1848 543
affermare allora, rettificando un'espressione del La Farina che coinvolgendo nella stessa foga d'accusa dominio temporale e Papato a quest'ultimo riferiva la formula intransigente.2)
Quanto fosse in realtà relativa la sperata elasticità nelle posizioni rispettive del Papato e dei liberali italiani, lo vedremo dal corso stesso degli avvenimenti: ne avremo la prova più immediata e tangibile nello Statuto del 14 marzo. Dall'esame dello spirito e della lettera dello Statuto, prima ancora che dalla sua pratica applicazione, emerge com'esso rappresentasse da un lato il punto estremo cui potesse giungere il PrincipePontefice, balza d'altra parte la sua assoluta insufficienza quale carta basilare d'un moderno Stato costituzionale.
Vedremo ora quale complesso di avvenimenti interni ed esterni portasse nello Stato pontificio alla concessione di quello Statuto.
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In Roma, di fronte al Pontefice, il popolo: suo mezzo d azione, le dimostrazioni.
Sul carattere di tali dimostrazioni, son discordi i giudizi. Abbiamo da un lato le spiegazioni e le opinioni dei liberali nelle loro diverse sfumature, dall'altro la teoria di uno Spada, tutto inteso al doppio scopo di svalutare la partecipazione romana al moto rivoluzionario e di mettere in luce come il corso di quel moto fosse ab initio preordinato nelle estere officine 2> sotto l'ispirazione degli esuli settari italiani. Per lo Spada, la rivoluzione è già incominciata all'indomani dell'amnistia, il 18 luglio 1846: e per due anni procede sotto la maschera delle a dimostrazioni pacifiche, abilissimamente e perfidamente immaginate e condotte Z) diritta allo
*> LA FARINA, op. cit., IV, Conclusione, p. 1142,
2) G. SPADA, op. cit.y III, p. 748 e seguenti.
3) G. SPADA, op. cit., Ioc. cit.