Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; STATO PONTIFICIO ; STATUTI
anno
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1935
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pagina
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548
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548 Leo Wollemborg
Il Papa è buono, sì, ama il suo popolo si andava ripetendo per Roma vuole soltanto il bene del popolo, ma è troppo buono, troppo debole, si fida troppo di coloro che lo circondano, e sono ancora i vecchi consiglieri ed amici di Pana Gregorio: Pio IX non è riuscito a liberarsi di costoro ed essi cercano di ingannarlo, di staccarlo dal suo popolo, di spaventarlo dipingendogli a foschi colori le inevitabili conseguenze d'ogni gesto liberale e innovatore...
E bisogna riconoscere che proprio le esitazioni del Governo e la condotta stessa di Pio IX di fronte ai movimenti popolari, contribuivano ad accreditare quelle dicerie, a rivolgere le passioni contro gli elementi retrogradi o creduti tali. Ecco le grida che vanno intensificando via via di frequenza e violenza contro i neri, i gregoriani, gli oscurantisti, contro questo o quel prelato o cardinale, contro i Gesuiti. Ed ecco il primo echeggiare di quel Viva Pio IX solo ! che, se non equivale esattamente ad un abbasso il papato ! ,x) è puxtutta-via chiaro indice dell'atmosfera greve e minacciosa che già all'aprirsi del 1848 era andata addensandosi su Roma.
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Ma se in Roma la situazione era ormai pericolosamente matura, per un ulteriore rivolgimento occorreva una spinta dall'esterno dello Stato. Lo si vide nel corso di quel gennaio 1848 che in Roma rappresenta una pausa, una sosta nella corsa, quasi a riprender fiato prima dello spunto decisivo.
Infatti dopo le dimostrazioni del 1 e del 2 del mese e finché i fatti di Sicilia prima, quelli di Napoli poi, non porta-rono nuove occasioni di eccitazione e di fermento,
!) Così vorrebbe interpretarlo lo SPADA (op. cil., Ili, conclusione, p. Xfl