Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; STATO PONTIFICIO ; STATUTI
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1935
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pagina
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549
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Lo Statuto Pontificio nel quadro costituzionale del 1848 549
quiete relativa regnò in Roma e nelle Provincie. Rimaneva sempre il punto nevralgico delle dimostrazioni che il governo sembrava ormai deciso ad impedire applicando almeno per il futuro P Editto del 22 giugno,1) e alle quali il popolo non voleva sotto alcuna forma rinunziare (se ne vide un esempio il giorno 12 con la cerimonia commemorativa in S. Carlo al Corso per le vittime milanesi del 3 gennaio); perdurava anche una certa effervescenza nei circoli, consueta gramigna dei tempi d'agitazione popolare: ma nel complesso spirava vento di moderazione. Ne sia prova il tono dominante in quei giorni nella stampa romana, Contemporaneo e Bilancia in prima linea. Né l'uno né l'altra avevan mai voluto o potuto esibire tendenze avanzate, ma in quei giorni sembra circolare nelle loro pagine uno spirito di prudenza e di moderazione particolare. Sul Contemporaneo del 29 gennaio mons. Carlo Gazola per rassicurare i timidi che dalle concessioni dei principi prevedono facilitati i moti e gli eccessi popolari, illustra i vantaggi che presenta al contrario il procedere come i tempi richiedono sulla via delle ponderate e graduali riforme che sono in realtà armi di salute dalla divina provvidenza consegnate ai regnanti perchè tutelino i popoli dal gran disastro delle rivoluzioni .
Ancor più decisamente si atteggia Giuseppe Montanari hi una serie di articoli pubblicati sulla Bilancia (15, 21, 25 e 31 gennaio). Guardiamoci dal troppo egli intitola uno di questi suoi scritti: guardiamoci cioè dal reclamare nuove riforme forse inopportune o dannose: che inopportune son quelle a cui il popolo non è preparato, dannose quelle che non vanno del pari colle condizioni deU'mcivilimento, colla natura delle popolazioni, e coli'indole del governo . Cita l'esempio inglese e l'esempio francese; esorta a fidare in Pio IX e
*> Vedi a Diario di Roman dell'8 gennaio, ricordato dallo SPADA (pp. di., II, P. 12).
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