Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; STATO PONTIFICIO ; STATUTI
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1935
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553
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Lo Statuto Pontificio nel quadro costituzionale del 1848 553
Con quel balzo l'Italia è già a quel punto e a quel tempo che il signor Guizot dalla ringhiera di Francia augii- rava lontano di dieci anni almeno :J) l'Italia è già all'era delle costituzioni. In Roma la prima conseguenza degli avvenimenti napoletani fu una nuova affermazione delle forze irresponsabili di fronte all'autorità governativa nella contrastata e capitale materia delle dimostrazioni. Già la prima sera2) in cui si ebbe a Roma sicura notizia della costituzione napoletana, Ruminazione, canti, dimostrazioni di pubblica esultanza. Quindi grandi preparativi soprattutto ad iniziativa dei circoli per solennizzare l'avvenimento con più degne ed adeguate manifestazioni. Il municipio, conscio della gravità del caso, volle correre ai ripari e preferì dar sanzione legale a quel che non avrebbe potuto impedire: un proclama del Senato al popolo romano invitò i cittadini a festeggiare nel giorno 3 di febbraio la pace del regno delle due Sicilie .3)
Sotto questo colore dunque le turbe si congregarono portando trionfalmente nella sera la bandiera nazionale italiana in Campidoglio, ed ivi, non so se per ischerzo o per malizia, posandola nelle mani dell'Im-peradore Marco Aurelio lo fecero giurare di sostenere l'Indipendenza Italiana. Dopo di che scesero al palazzo Altieri accogliendo con plauso
Bussi al cugino Federico Sclopis in data 28 gennaio (Lettera CXLIII a pp. 181-82 della citata raccolta di A. Manno): lei nous ne sommes pas sans anxiété à cause des événements de la Siciie et de Naples. Si là on parvient à imposer une coustitution au Roi, il me semble que le danger sera grand pour toutes nos réformes italiennes. Et d'un autre coté cette idée d'une constitution dans ce pays-là est puissante parce lue les peuples n'ont aucune connance dans la sincérité du Roi, et ne veulent pas de concessions non garanties. Malheureusement il fant le dire: comment espérer qu'on se fie a un Roi qui ne veut rien donner tant qu'il se croit assez fort, et qui donne tout <tós qu'il a peur? Pour sortir de cette mauvaise ornière, je ne vois que deux moyens: ou une intervention étrangère qui rende au Roi la force, ou une intervention morale des Princes italiens qui rende la confìance anx peuples. Mais je crains que les intérèts des ptdgsances étrangèrcs détourneront l'intervention italienne de toutes leurs force. Et si, par malheur, cette fois-ci ils réussissent il en est fait de cet avenir que la sagesse et la bonté de nos princes promettati a cette pauvre Italie!
1) FAMNI, op. cit., II, p. 334.
2) fi 30 gennaio secondo Gostanza Corboli (MANNO, on. cit., p. 183, Lettera CXLIV), il 31 secondo lo SPAOA (op. cit., II, p. 30).
3) Dal proclama del Senato al Popolo Romano in data 1 febbraio (riportato dallo SPADA, op. cit., n, pp. 31-32.