Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; STATO PONTIFICIO ; STATUTI
anno <1935>   pagina <557>
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Lo Statuto Pontificio nel quadro costituzionale del 1848 557
di cattolici d'ogni paese, offre a Pio IX l'occasione di affer­mare: questa fu in ben altri tempi, e nello scompiglio di tutto il mondo romano, la salute di Roma, Per questo non fu mai intera la rovina d'Italia. Questa sarà sempre la sua tutela finché nel suo centro starà quest'apostolica Sede. Oh, perciò, benedite gran Dio VItalia e conservatele sempre questo dono di tutti preziosissimo, la fede ! .
Si vede subito quale ovvio e ristretto significato assuma la celebre benedizione non appena la si ricolleghi con le frasi immediatamente la precedono. Riassumendo in due parole l'equivoco: il Pontefice parla come rappresentante di un'idea e di una potenza internazionali che raccolgono duecento milioni di anime di ogni paese; gli italiani vedono in Pio IX il rappre­sentante e il banditore di una idea nazionale, il Sovrano d'uno Stato italiano di tre milioni di abitanti dei quali egli sembra auspicare la riunione con gli altri diciotto milioni di fratelli nella grande famiglia nazionale. E se gli italiani sperano in Roma il centro della nazione, per il Papa Roma è la capitale del mondo cattolico.2)
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Si apre con il 10 febbraio e si chiuderà con l'allocu­zione del 29 aprile il periodo della maggior popolarità di Pio IX; il periodo in cui parve più prossimo alla realizza­zione un fecondo accordo fra il Pontefice e i liberali italiani. Apparenza in gran parte e illusione: abbiamo già più volte avuto l'occasione di individuare l'esistenza di cause profonde che presto porteranno all'inevitabile rottura. Pos­siamo aggiungere fin da ora che era necessaria una discreta doae di ingenua faciloneria o di volontà d'illusione per non avvertire le stonature che già all'indomani del 10 febbraio
. -J ol proclama del 10 febbraio, oltre le fonti già citate, vedi: LA FABINA, op. H Pp. 156-57; PETTWABO, OD. cit., p. 36; GABUSSI, op. *., I, 152-53.
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