Rassegna storica del Risorgimento
VENETO ; FRANCIA
anno
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1935
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pagina
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566
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566 Lea Wollemborg
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Fra tanto intrecciarsi di proposte e di polemiche testi-
monianza della rispondenza che il problema suscitava nella coscienza politica italiana ci giunge dalla sponda opposta attraverso gli scritti di mons. Corboli-Bussi, l'eco delle discussioni cui il medesimo problema diede lo spunto nei circoli dirigenti della Corte romana. Anche qui la prima difficoltà apparve nella questione della rappresentanza nazionale.
Postulata l'opportunità d'inserire fra la Camera dei Rappresentanti e il Sovrano un potere intermedio corrispondente alla Camera Alta degli Stati costituzionali s,1* parve in un primo tempo di poter senz'altro identificare quell'organo intermedio nel Collegio dei Cardinali quale rappresentante dell'interesse ecclesiastico di fronte alla riunione dei Deputati laici.
Ma non tardò a rivelarsi ad un attento esame il semplicismo e l'inadeguatezza di una simile soluzione. Poiché la natura stessa e le funzioni del Concistoro (cui non dimen-tichianolo è affidata l'elezione del Pontefice) implicano necessariamente il segreto delle sedute e l'esclusione dei laica:
due condizioni... impossibili a mantenere: la prima perchè aliena affatto dalle pratiche di ogni governo costituzionale; la seconda perchè, avendo noi e un'aristocrazia ereditaria (almeno per ora) e molti uomini illustri senza censo, era impossibile di non dar luogo separato a queste due categorie, facendo un governo rappresentativo, o darglielo altrove che in una Camera Alta.2)
Ed ecco profilarsi logica conseguenza di tali premesse -una soluzione macchinosa quanto infelice nel suo vano sforzo di voler tutto comprendere e tutto conciliare: il Concistoro
l) A. MANNO, op. cit., loc. cit. f
2> Corboli-Bussi in MANNO, op. cit., loc. eit. Quanto a quest'ultimo punto, r. lo osservazioni dello Sterbini riportate a p. 39.