Rassegna storica del Risorgimento

VENETO ; FRANCIA
anno <1935>   pagina <573>
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Lo Statuto Pontificio nel quadro costituzionale del 1848 573
al pensiero che quello sconvolgimento giungesse quando ormai era iniziato e avanzato in Italia il ciclo delle riforme. Troppo rude il contraccolpo se i remous sollevati dal moto francese avessero urtato contro regimi quali sussistevano in tutta Italia fino al 1846: disordini e rivoluzioni ne sarebbero stata unica e generale ripercussione. Tali considerazioni riav­vicinarono automaticamente moderati e autorità governa­tive: 1J negli Stati Romani i primi pur approfittando del­l'occasione per chiaramente ribadire la necessità di una piena e immediata realizzazione del programma costituzionale 2* si mostrarono disposti ad appoggiare il Pontefice contro le pressioni e le esigenze degli elementi d'estrema; da parte sua la Corte di Roma comprese come fosse giunto il momento di sormontare le ultime esitazioni: l'alleanza con il partito moderato rappresentava ormai la soluzione più accettabile, non solo, ma sarebbe stata comunque sostenibile la posizione senza tale alleanza? 3)
A caratterizzare questa fase di riavvicinamento fra prin­cipi e elementi moderati contro ogni tendenza estremista, si
*) Nota ironicamente il FARINI (op. cìt.9 II, p. 345): Oh. il pericolo della rivoluzione fa capace della bontà della riforma! la paura prossima dei partiti ecces­sivi fa carezzare un partito moderato! .
2) Vedi la Bilancia del 4 marzo e il Contemporaneo del 7.
3) Indubbiamente gli avvenimenti di Francia costituirono un potente fattore nelraffrettare quella conclusiva evoluzione della politica pontificia suggellata fica " 10 e il 14 marzo dalla formazione del Ministero Recchi e dalla concessione dello Statuto; ma sarebbe inesatto affermare brutalmente e sbrigativamente con il La Fa­rina (p. c, II, p. 174): Il pontefice, ch'era rimasto saldo nel proposito di non concedere a' suoi popoli uno Statuto costituzionale, si scosse alla nuova della rivo­luzione francese, deliberò di piegare alla necessità de' tempi, e addi 10 marzo costi-tnl nn nuovo ministero *.
Noi sappiamo infatti come già dal 14 febbraio Pio IX avesse nominato una Commissione di prelati con il compito di preparare un progetto di Costituzione: inoltre attraverso Tesarne dei voti rassegnati a tale Commissione da mons. Cor-boli-Bnssi il 15 e 17 febbraio e il 1 marzo abbiamo potuto seguire i lavori nella Commissione stessa ed avere la controprova del fatto che in materia costituzio­nale la questione di principio era stata risolta in senso affermativo fin dalla metà ni febbraio, non solo, ma anche in molti punti particolari si eran discusse e decise ormale che valessero ad adattare i caposaldi del sistema costituzionale moderno a,'a particolare natura dello Stato pontificio.
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