Rassegna storica del Risorgimento
VENETO ; FRANCIA
anno
<
1935
>
pagina
<
574
>
574 Leo Wolhmborg
prestano assai bene le considerazioni che da Parigi il Gioh pur sempre in primissima linea fra i duci teorici del movi-mento italiano esponeva in una lettera a Giuseppe Mas-sari. *> Per il Gioberti, due i pericoli per l'Italia nel caso ormai probabile che il regime repubblicano giunga ad affermarsi definitivamente in Francia:
L'uno, si è che i nostri principi si spaventino, tornino indietro e si gettino nelle braccia dell'Austria, che farà ogni suo potere per atterrirli ed adescarli. L'altro, che si formi in Italia una setta repubblicana la quale mettendo paura nei nostri governi, accrescerebbe la probabilità di una loro alleanza col Tedesco .
Ma non temano i principi che la seconda repubblica francese rassomigli alla prima del '93 : se non provocata, non sarà licenziosa, né conquistatrice, né crudele : i tempi sono mutati. E i popoli d'Italia non si lascino trascinare ad una stolta imitazione della Francia: pesino i motivi di interesse, di prudenza, di doverosa riconoscenza che li devono distogliere dal romperla con i principi per affidarsi ad un regime repubblicano, regime la cui esistenza nello stato attuale d'Europa sarebbe precaria per ragioni intrinseche ed estrinseche, tanto che ne appare imprudente l'adozione salvo il caso di necessità.
Appare chiaro da quanto precede lo scopo del Gioberti: regolare e canalizzare l'impulso che al moto italiano veniva di rimbalzo dagli avvenimenti parigini, evitando così che la corrente straripasse in senso repubblicano e rivoluzionano. Non che come afferma a torto lo Spada i casi di Francia giungessero in mal punto per la rivoluzione italiana, per quella intendiamo che avea per capi un Gioberti, un Balbo, un d'Azeglio, e che posava su base repubblicana:2' quanto
!) Riportata dalla Bilancia dell'8 marzo. Vedine anche i brani salienti rip* i e commentati dallo SPADA (op. cit.x II, pp. 94-96). 2) SPADA, op. ed., II, p. 93.