Rassegna storica del Risorgimento

VENETO ; FRANCIA
anno <1935>   pagina <576>
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576 Leo WoUemborg
la causa delle incertezze e delle oscillazioni dei governi rif matori. Si volge poi contro i governi stessi che, conservando al potere uomini che per idee e per abitudini non possono mai legarsi al nuovo sistema hanno dimostrato di illudersi sulla portata sociale, e non solo politica, del movimento ita­liano: come se fosse possibile, senza ricorrere a mezzi straordi­nari, organizzare lo Stato, sodisfare ai nuovi bisogni, quie­tare le moltitudini, arrestare lo spirito di novità, togliere ai partiti ogni pretesto, ogni occasione di far guerra ai popoli e
ai governi ! .
E tre giorni più tardi (14 marzo), in un articolo, che, come avverte il giornale stesso, era già in stampa quando fa pubbli­cato lo Statuto, lo Sterbini ritorna sull'argomento: per denun­ciare con un tono degno delle migliori tradizioni dema­gogiche una estrema manovra da parte di coloro cui l'arbitrario donava ricchezze ed onori e che 8 prossimi a perdere ogni influenza nel governo da un lato sperando nell'anarchia il risorgimento del loro potere eccitano le moltitudini contro i liberali, dall'altro con calunnie e infami accuse dipingono agli occhi del Principe un pericolo che non esiste, creando il fantasma di una fazione facinorosa, immorale e irreligiosa . Ma il contegno stesso del popolo, calmo e dignitoso, già sventa quest'ultimo tentativo; ormai la nuova costituzione verrà a consacrare il principio di una libera elezione popolare (?!). Spariranno cosi quei tanti mun di separazione ch'esistono fra il popolo e il Principe; egli sentirà liberamente la voce dei suoi figli; invano si tenterebbe allora d'ingannarlo .
Quel medesimo 14 marzo, lo Statuto, remedium universale tanto invocato e tanto atteso, veniva alla luce: conlinciavano immediate le critiche e le polemiche, in attesa che la realta si incaricasse di confermare definitivamente la non vitalità del nuovo nato.