Rassegna storica del Risorgimento

"GIORNALE (IL) DE' PATRIOTTI D'ITALIA"; GIORNALISMO
anno <1935>   pagina <579>
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Lo Statuto Pontificio nel quadro costituzionale del 1848 579
Il principe costituzionale si governa secondo le norme prescritte dal parlamento, perchè in lui vi è una sola podestà; non così far potrebbe il pontefice.
Se il parlamento decretasse una guerra, dalla quale il pontefice temesse danno alla religione, il suo dovere di sacerdote l'obbliga ad opporsi. Ho detto danno alla religione, potrei aggiungere danno alla dominazione temporale della Chiesa, perciocché questa, per non so quale strano rivolgimento d'idee, è divenuta quasi condizione neces­saria, e fondamento della dottrina cattolica .
Come si vede, nelle parole del La Farina è la documentata illustrazione del concetto già affermato al principio del pre­sente lavoro: 1} lo Statuto nella sua lettera e nel suo spi­rito mentre rappresenta il limite estremo cui, sotto la spinta degli incalzanti avvenimenti, il Principepontefice potesse legittimamente credersi autorizzato a giungere, 2* appare d'altra parte assolutamente inadeguato e insufficiente quale carta basilare di un moderno Stato costituzionale.
In questa insuperabile inconciliabilità si riassumono e si spiegano, senza risolversi, i tragici contrasti che fra il 1846 e il 1849 diedero il colpo decisivo al dominio temporale dei Papi.
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Un esperimento che molti credevano salutare... : cosi, con disilluso distacco, mons. Corboli-Bussi accenna alla con­cessione dello Statuto pontificio in una lettera del gennaio 1850 allo zio Girolamo Sommi. 3) Fu ben ispirato Pio IX nel tentar l'esperimento ?
Con la consueta lucida obiettività una vena leggera di stanco rimpianto fra il rettilineo rigore dell'acuta
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9 *n Papa ha fatto tutto quello che poteva fare , scriveva il 16 marzo monsi-dell ""ussi a Federico Sclopis annunziandogli l'avvenuta promulgazione a?to Pntinc*o- MANNO, op. cU., p. 208. ' AHNNO op. ctt., p. 287.