Rassegna storica del Risorgimento

BARBARESCHI ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1935>   pagina <580>
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580 Leo Wollemborg
ricostruzione mons. Corboli-Bussi traccia le grandi Un pone i dati essenziali del problema.
A suo parere lo troviamo affermato a più riprese nei suoi scritti è assai discutibile se il regime costituzionale sia, politicamente, opportuno a procurare la felicità vera dei popoli nostri ; le sue simpatie vanno piuttosto alle
costituzioni godute fino al secolo XVI da quasi tutti gli Stati d'Europa, quando una rappresentanza nazionale votava le imposte, e i tribunali esaminavano le leggi che la sovranità statuiva. Così l'arbitrio del Sovrano era seriamente temperato dal voto di quelli che avevano e ragione e interesse e cognizione vera delle cose che erano a farsi. Per contrario nelle costituzioni odierne a me par di vedere molti difetti, in quanto l'autorità legislativa è data a persone soventi non pratiche e più pronte a concepire una passione che a fare un severo giudizio .
Questo per il Corboli-Bussi il vizio fondamentale di tali costituzioni: vengon poi, l'eccessiva centralizzazione ottima nel governare, ma pessima nell'amministrare ; la difficoltà di migliorare ed epurare una società corrotta, poiché le riforme vogliono la dittatura ; l'instabilità dei Ministeri; gli intrighi politici tanto più funesti in qiianto dall'alto scendono al basso anziché viceversa... Infine tali costituzioni perchè siano buone in fatto, come sono belle d'apparenza, richieggono, per parte del popolo, e amor vero e vera cognizione della cosa pubblica: un'educazione e una maturità politica, un senso dello Stato, in una parola, che i popoli d'Italia hanno purtroppo dimostrato di non possedere ancora.
Perlocchè conclude mons. Corboli-Bussi fino a questi ultimi giorni, io avrei sempre creduto che la forma di governo più con­veniente alla felicità degli stati d'Italia fosse la Monarchia pura, tem-perata da una rappresentanza nazionale puramente consultiva, e u berativa solamente in quanto alle imposte, che era la forma di cm Santità di N. S. aveva rinnovato, in Italia, il primo esempio .
*) MANNO, op. dt.t pp. 192-93.