Rassegna storica del Risorgimento

BARBARESCHI ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1935>   pagina <586>
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586 Leo Wollemborg
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Dalla nostra Residenza li 23 settembre 1831.
Conte Camillo Grassi. Pacifico Aw.tó Masetti Seg.r, Gen.u
H Pro-Legato di Bologna significava al Consiglio Provinciale nelle sedute del 15 e 18 novembre 1833 essergli tolte queste facoltà.
Tale indirizzo dei bolognesi tipica espressione e manifesta­zione del partito liberale moderato trae il suo maggiore signifi­cato dal numero delle firme raccolte, oltre 1750, fra città e provincia. Fra questi 1750 firmatari, circa 1300 aggiunsero al proprio nome una qualifica (nobili,possidenti, professionisti, operai, contadini, ecc.): si com­prende subito quale interesse potrebbe presentare uno studio statistico condotto su queste basi, studio che potrebbe portare a notevoli diagrammi indicativi della penetrazione degli ideali liberali nei vari strati sociali e nelle diverse classi di una città come Bologna. E se le ricerche, che ora si svolgono per ritrovare un indirizzo rivolto dai bolognesi a Cavour nel 1855, saranno coronate dal successo, di altissimo interesse potrà risultare il confronto fra i due documenti: attraverso le firme dell'uno e dell'altro si potrà seguire il cammino di quel decennio, vedere quali e quanti elementi nella popolazione bolognese fossero in quel periodo passati da una fase di moto liberale all'interno dello Stato pontificio. ad una fase rivoluzionaria, nazionale e come tale polarizzata verso il' Piemonte.
Ma in questa sede basterà indicare alcune cifre, commento nume­rico alle varie testimonianze già raccolte sullo spirito che animava le varie classi dello Stato pontificio alla vigilia dell'elezione di Pio IX (cfr. soprattutto il passo del Farmi riportato in nota a p. 11): di circa 1300 firmatari, che come dicemmo < aggiunsero al proprio nome una qualifica, abbiamo 321 possidenti, 315 negozianti, 224 esercenti libere professioni (quasi esclusivamente medici e avvocati). Questi i tre raggruppamenti di gran lunga più importanti: seguono 1 capi­famiglia (campagnuoli così genericamente autodefiniti) con 60 unità. gli agenti con 43, gli operai (meccanici, fabbri, tipografi, ecc.) con 36, gli impiegati con 30, falegnami ed ebanisti con 21, orefici e orologi"