Rassegna storica del Risorgimento

BARBARESCHI ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1935>   pagina <589>
immagine non disponibile

Lo Statuto Pontificio nel quadro costituzionale del 1848 589
discutere e proporre i provvedimenti ai nostri bisogni, che sia aperta la strada agli utili ed assennati progressi, che sia ridonata la pace a tante sventurate famiglie con un generoso oblio del passato, e così possa in realtà verificarsi la promessa speranza di un'Era Novella, apportatrice di prosperità e contentezza a questa afflitta parte d'Italia .
Seguono 760 firme, che secondo le rispettive qualifiche si possono così ripartire: possidenti 165, nobili e patrizi 32, cariche pubbliche 37, laureati e liberi professionisti 34, negozianti 56, artisti (artigiani?) 234, artisti possidenti (?) 42; impiegati 13, studenti 8, flebotomi 10, farmacisti 8, ecc.
4) Foglio di relazione autografo (di mons. G. B. Cannella, Sosti­tuto alla Segreteria di Stato per gli affari interni, come si rileva dal contesto) con la seguente nota manoscritta: adì 11 luglio 1846 il rapporto originale è stato lasciato a Sua Santità da Mons. Sostituto cogli uniti fogli, i quali sono stati in altra Udienza dalla stessa San­tità Sua resi per porli in archivio . Il testo è il seguente:
((Con due indirizzi all'È.mo sig. card. Camerlengo, ed al Sacro Collegio, sottoscritti uno da migliaia di Bolognesi nobili, possidenti ed artisti, altro da centinaia di forlivesi della stessa classe si prega, che al novello Sommo Pontefice che sarà eletto si facciano presenti i voti di quelle provincie diretti alla pace, allo sviluppo degli interessi dei sudditi, alla sicurezza del governo.
Da quello dei Bolognesi col conforto di quanto si dice concordato colle Potenze essere nel 1831 s'indicano necessarie le riforme di molte istituzioni, e la introduzione di utili miglioramenti esprimendosi che niun mezzo sarebbe più efficace per conoscere i veri bisogni di quello di dare facoltà ai Consigli provinciali di rappresentarli. Viene accen­nata una notificazione fatta nel 1831 dal Vice Legato conte Grassi, che dicono provvedeva al bisogno, ma che nel 1833 venne dal governo richiamata.
Dai Forlivesi si ripete la stessa domanda aggiungendosi inoltre la preghiera di ridonare la pace a tante sventurate famiglie con un generoso oblio del passato.
E poiché mentre si redigevano tali indirizzi è giunta la notizia uell elezione del nuovo Sommo Pontefice accolta con estrema esul­tanza e fiducia per la cognizione delle rare virtù che adornano l'eletto, hanno creduto trasmettere tali indirizzi uno a Mons. Corboli-Bussi,