Rassegna storica del Risorgimento
"FRUSTA (LA)"; TORINO ; GIORNALISMO
anno
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1935
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pagina
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604
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Antonio M (imbelli
Il Conte NICOLA CORBIZZI di Angelo e di Barbara Panini nel 1803 e morto nel 1880, di famiglia patrizia e figlio di un ca battaglione della Guardia nazionale cisalpina, fu anch'egli tra li arrestati del luglio 1821 in Forlì, per sospettata appartenenza alla carboneria. l> Il cardinale legato Sanseverino lo faceva tradurre nelle carceri di Bologna e allontanare dallo Stato Pontificio, in cui rientrò nel 1825 per essere sottoposto dal Rivarola al precetto politico di prim'ordine e alla sorveglianza della polizia. Nuovamente esule per sfuggire alle persecuzioni, preferì rimanere nel rifugio di Bastia.
Identica sorte soffriva DOMENICO MA.GATTI, originario della Valtellina e impiegato in Forlì nelTAmministrazione dei beni ecclesiastici; così pure FRANCESCO GAUDENZI, operaio arrestato nel 1825 per motivi politici, che dalla Corsica passò al Deposito di Rhodez. Il suo nome, come quello del fratello Pellegrino, cospiratore ed esule in Francia, appare spesso nei carteggi di Lamberti e Mazzini,2) quale affigliato alla Giovine Italia dai primordi della sua ricostituzione, e combattente nel 1833 e 1834 in Spagna al comando di Borso de' Carminati; infine Antonio Lami, altro amicissimo dei capi dell'Associazione. 3)
ANTONIO LAMI di Pietro e di Maria Belli, nato il 14 marzo 1801, ebbe il grado di quartiermastro della gendarmeria pontificia agli ordini di Pietro Landi e fu tra i militari che si unirono ai rivoltosi nell'assalto del palazzo legatizio di Forlì il 5 febbraio 1831. Dall'esilio di Corsica, in cui aveva trovato asilo dopo il fallimento di quei tentativi, passò al Deposito di Bourbon Vendée, città dove iniziò l'opera appassionata di ordinatore della Giovine Italia, svolta ni vari dipartimenti, finché nel 1846, per non umiliarsi ad accogliere l'amnistia offerta dal Pontefice, cercò ed ottenne di cancellare la qualifica di emigrato politico e di rimanere in Francia.
Nel 1848 rivide la patria e accorse ad arruolarsi agli ordini del gen. d'Apice, nel corpo d'armata dei volontari operanti in Lombardia, con grado di capitano addetto al Comando generale della linea sinistra delle Alpi. Per i servizi resi alla proclamata Repubblica Italiana nei combattimenti del Tonale e durante la ritirata della Valtellina,
*) O. FABBETTI, op. di.
2) Protocollo cit. passim. M j
*> Non si hanno notizie di Antonio Ciatti, Antonio Nannini e Tommaso Man quest'ultimo forse oriundo delle Marche e appartenente a nobile famiglia.