Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLEONE III
anno
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1935
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pagina
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606
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IL COLPO DI STATO DI NAPOLEONE III NELLE TESTIMONIANZE DI ALCUNI ESULI MAZZINIANI
... Ce qui lui fit le plus d'horreur ce fui la routine; plutdt que de cheminer dans Vor-nière il eùt còtoyer Vabtme, il h cótoya, en effetti si bìen qu'il finii par y tomber en y precipitant son pays....
PIERRE DE LA GOBCE
La mattina del 2 dicembre '51 i manifesti infissi a tutti gli angoli delle strade di Parigi, annunziavano al popolo francese che l'Assemblea nazionale era stata sciolta, il suffragio universale ripristinato, il popolo convocato nei suoi comizi, sciolto il Consiglio di Stato, dichiarato infine lo stato di assedio in tutta l'estensione della prima divisione militare,
Il Presidente Luigi Napoleone firmava il manifesto ed affidava al Ministro dell'Interno l'incarico di eseguire il decreto.
La prima impressione dei cittadini era stata incomprensione e sbalordimento; poi qualcuno aveva cominciato a leggere ad alta voce, a spiegare ed a commentare, altri si erano aggiunti e gli aggruppamenti alle cantonate andavano facendosi sempre più densi.
Fra i primi ad entrare precipitosamente nei gruppi per interrogare e conoscere si trovavano anche alcuni dei mazziniani che la caduta della Repubblica Romana aveva sospinto esuli in Francia; fra questi il falegname Giuseppe Herzock, l'incisore Luigi Calamatta e i patrioti Antonio Lami e Michele Accursi, che da Parigi erano in continui rapporti con i compagni di esilio residenti a Londra.
Poveri, in terra straniera, trascorrevano i giorni lavorando incessantemente, fissi come macchine ai banchi di lavoro.
Quando il sonno appesantiva le palpebre e sarebbe stato dolce riposare dopo la lunga fatica, gli esuli, chini sui fogli, con grande stento, poiché l'ortografia non era per molti di essi la cosa più facile, scrivevano scrivevano ai cari amici di Cronrwe Lodge, a Giuseppe Mazzini, al conte Luigi Pianciani,2) ad Eugenio
1) Luigi Pianciani, nato a Roma nel 1810, ai laureò in legge in quella lT"lvC* ed ebbe uffici nelle Dogane pontificie i sentimenti liberali che lo animarono fin < prima giovinezza, trovarono contrasti nella sua stessa famiglia, appartenente a aristocrazia da lunga data ligia ai pontefici; ma l'amore per la patria fu pia torte