Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLEONE III
anno <1935>   pagina <611>
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H colpo di stato di Napoleone III nelle testimonianze, ecc. 611
istrada, disarmavano due posti nei quali trovavano otto facili cioè a dire molto meno fucili che soldati; un quarto d'ora doppo corsi a vedere una barricata chessi avevono elevato nel soborgo pronti a difenderla, ma più di tutti che rimarcai fu che tutti nel vedere elevare la barricata fugivono e serravono le botteghe; vedendo cosi misera­bile viltà mi ritirai, non appena un quarto ecco cinque plotoni con il sesto che facea vanguardia si postò trovando deserta la strada poi avanza vedendo che non ricevea ostilità ed allora ricevette la vanguardia una scarica della quale restò freddo un mili­tare, esse scaricarono e colpirono due della barricata, cioè il rappresentante che morì nell'entrare allo spedale colpito in bocca e ad una gamba, l'altro con ferita da poco, così ad una cierta distanza restarono ferito una donna ed un gamen, doppo la prima scarica dei militari tutti fugirono lasciando per terra il rappresentante che fu preso doppo che la truppa disfecie la barricata e abbandonano il posto; tutti risortirono per istrada per parlare ma nessuno per aggire.
Da questo momento dissi che la rivoluzione sarebbe andata male abbenchè tutti mi dessero sulla voce.
Ma doppo pranzo la moglie del rappresentante morto fu allo spedale, perese suo marito lo mise in carrettella e nel soborgo aringo perla vendetta, mi dicono persone spassionate che si trovarono presenti che fa ascoltata freddamente, queste sono le cose più rimarcabili del quarto giorno, la sera sul Buluar si cantava la Marsigliese e portavano due bandiere francesi; ma però gli aggruppamenti non erano si numerosi che la seconda sera, a dieci ore tutto deserto, e poteva contare le persone che incon­trava, la mattina sentiva che si sarebbe ingagiata la lotta verso i Soborgi San Deni e San Marten e la truppa si trovava da quelle vicinanze prima che fossero principiate le barricate, quando erano a metà le cominciava ad attaccare, pochissimi erano che le difendevano, doppo mezza ora restava quella ove erano dicisi di difenderla, ed è stata tenuta un'ora ed un quarto trovandosi in mezzo a due fuochi, cagione del quale i militari si uccidevano l'un l'altro ed incominciava il disordine quando la barricata si rese per mancanza di forza.
Se vi fossero stati soli dueciento che avessero mantenuto quella posizione l'affare era fatto, ma siccome i francìesi deW89 sono morti, questi ciarloni non faranno mai nulla.
In questo fra tempo per tutte le principali strade di Parigi le truppe si diverti-vono dare la caccia a chi stava alla fenestra dei quali morti ora ne potrei contare qualche dozina tutti costatati, infine hanno commesso delle atrocità che non commet­tono i Tedeschi.
Io ero accorso per trovare i compagni e vedere cosa sifacieva nel percorrere la strada della Varreri mi convenne ritirarmi perchè di tanto in tanto ci venivano fatte delle scariche a presso fino vedermi cadere delle persone innanzi; per questo istesso caso è morto il nostro Cambiagio di Genova, Battistini è stato malato, perchè si è trovato salvo non si sa come; cosi venne la sera, miritiraiin casa e nel mentre entrava la strada vedeva una Barricata, sul imbocco più distante ne costruivano un'altra, ecco la truppa che guastava. Tuttiritiratiin casa e nel mentre apro la'porta una palla prende nno spigolo, una seconda colpiscie un capitano d'artiglieria ai reni che mi cade addosso la porta che avevo appena chiusa; alle otto della sera tutto tranquillo; gli morti giacevono per le strade fino a giorno.
Non posso a meno di raccontarvi due fatti:
un giovane di restorant era con un suo amico in casa, l'amico dicie di voler sciendere per prendere del pane, incomincia le scale, l'altro era per seguitarlo, sortito