Rassegna storica del Risorgimento

anno <1935>   pagina <621>
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Il colpa di stato di Napoleone IH nelle testimonianze, ecc. 621
Parigi 1851 dicembre.
Amico carissimo.
Non vi scrissi ieri sperando potervi oggi dare qualche notizia sopra la vota­zione; ma l'assassinio della Francia si continua con perseveranza, ed è impossibile sapere niente di positivo; le urne del voto invece di essere in consegna alla Guardia Nazionale, come le altre volte, ci hanno lasciato questa il giorno, e la notte è il solo Meme che le ha avute in consegna, e questa mattina allo spoglio parziale sono i suoi Giannizzeri con i suoi sbirri che impediscono il poter sorvegliare da chi vuole, Come si faceva per lo passato, ci ho provato e mi hanno rispinto brutalmente, non avevo la carta della Sezione. Ecco il modo che hanno tenuto per spionare i voti e intimidire anche i Repubblicani, mi si è assicurato esservene di questi che hanno votato sì per paura.
Era proibito ai stampatori di stampare il no , e invece si distribuivano i si in gran quantità, l'elettore doveva consegnare il voto al Presidente, il quale con il pretesto di verificare se il voto non era doppio, poteva assicurarsi se la carta era stampato o carta da scrivere, e siccome tuttii sì erano stampati e i no mano­scritti, così si sono potuti assicurare di quei che hanno votato contro, quasi come se lo scrutinio non fosse stato segreto.
Fino ad ora è impossibile assicurare cosa sortirà dal voto, io credo che avrà una piccola maggiorità, è un vero caos, la stessa persona sul principio d'un discorso' incomincierà per provarvi che avrà una gran maggiorità, e alla fine concluderà col dire che è impossibile che sia eletto.
Un paese grande e abituato alla stampa, quando gli si leva ad ]un tratto, è-come un uomo che s'accieca e si mette in un aberinto. Ti ringrazio di ciò che mi avete* mandato; ma malgrado i sforzi e le speranze, mi trovo ancora nell'impossibilità di far qualche cosa, ciò che ho ricevuto non ha potuto servire che agli amici e cono­scenti.
Ora all'estero vedo che ne sapete più di noi, qui le nuove son talmente con-tradittorie, che non si sa più. cosa credere, uno vi dice che i lavoranti si astengono di votare, l'altro vi dice il contrario. Chi dice che durerà qualche mese, chi dice qualche anno. Mi si assicura che Girardin ripiglia coraggio, sembra che si sia ben condotto nelle ultime circostanze, almeno con coraggio.
e Ora bisogna aspettare la decisione dello scrutinio, però sappiate che benché lo facessero con buona fede, il Popolo non Io crede ed ha raggione, chi vi ha rubbato una volta,, e ai mette nella necessità di rirubbarvi o esser scoperto, rirubba.
Sorto per sapere qualche cosa e mi si dice che il terzo arrondisment ha avuto 9300 sì 3600 no , mi si assicura che nel risultato di tre o quattro altri arrondis-ments il ladro ha ottenuto i due terzi.
La Patrie di Mezzogiorno da diversi risultati dei dipartimenti dà per circa 150 mila elettori, su i quali cinque sesti hanno votato per l'assassino. Ci è da crepar di rabbia. Mi pena a fare il boia e domani se vale la pena vi scriverò ancora ma poi sarà inutile.
Addio
Luigi Calamatta .*)
i) La lettera è senza data ma si ritiene della fine di dicembre '51 ed è la terza, secondo l'ordine datole nell'Archivio di Stato di Roma. Busta n. 8.
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