Rassegna storica del Risorgimento
BUONCRISTIANO VINCENZO ; IANNARELLI GENNARO ; FRANCO ANTONIO ;
anno
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1935
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pagina
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6218
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618 Maria Teresa Natali
Ma il popolo vero, quello che componeva in maggior parte k nazione francese, non si era mosso, paralizzato dalla paura dei rossi che da tanto tempo lo atterrivano minacciando di sommergere la Francia in una nuova ondata di sangue.
Perciò quando Luigi Napoleone aveva improvvisamente afferrato il potere, reclamandolo a se per la durata di dieci anni, l'impressione era stata enorme ma le proteste ben deboli; tutto infine poteva riassu* mersi, come ci dicono gli esuli, in qualche barricata distrutta prima ancora di essere condotta a termine e in qualche dozzina di vittime che dovevano inevitabilmente cadere in tanta disorganizzazione di difesa. Si placava così, in mezzo ai più disparati commenti, quel disordine che apriva la via del trono al più ambiguo degli avventurieri politici. Cominciava questo a salire sicuro su quei gradini che lo sbandamento dei partiti avversi gli aveva preparato; lo precedeva il prestigio del suo grande nome, lo seguivano le speranze riaffiorate nel mobile popolo francese che, vedendo in Ini la salvezza da una inevitabile guerra civile, senza troppi risentimenti si preparava ad avviarsi alle urne, mentre Victor Hugo dall'esilio di Jersey gli ruggiva contro il suo odio, affannandosi invano a sospingere verso Napoleone il Piccolo i lugubri fantasmi dell'allegoria romantica.
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Le speranze degli emigrati tornano per un attimo a rinverdire quando il 20 dicembre il popolo francese è chiamato a concedere a L. Napoleone, mediante il voto, il mandato di promulgare una costituzione di cui annunzia egli stesso le linee: un presidente decennale, un senato ed un consiglio di stato nominato dal Presidente; un corpo legislativo eletto a suffragio universale, avente lo scopo di discutere e di approvare le leggi preparate dal consiglio dello Stato.
Sempre più convinti che il colpo di stato sia riuscito per l'incapacità della borghesia a dare al popolo una organizzazione, gran parte dei Mazziniani si rifiuta di credere che la Francia rinunci con tanta indifferenza alla sua repubblica, ed attende con puerile speranza che il risultato del plebiscito respinga nell'ombra L. Napoleone.
Naturalmente fra gli illusi è anche Lami:
Oggidì la Francia è curvata sotto la spada. Non ha stampa, manca di relazioni con Uresto della Francia, tntti quelli che potevano illuminare il popolo sono, chi nasc sti.chi nelle carceri, chi all'estero. Oggi più che mai il popolo di Parigi è abbandonato a se stesso.
Non voglio occuparmi delle persone, solo vi dico se vi fosse stata organizsi ione vera, sevi fosse stato accordo tra i rappresentanti; se la Borghesia avesseebif