Rassegna storica del Risorgimento

LETTERATURA ; MERCANTINI LUIGI
anno <1935>   pagina <625>
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I Canti dell'esilio di Luigi Mercantini 625
Giovanni Maria Mastai Ferretti senigalliese, assunto alla tiara, con nobili e sospirate concessioni aperse gli animi dei patriotti italiani a giustificate speranze: di qui il tripudio d'un popolo assetato di libertà; di qui il canto gioioso de' poeti osannanti al Pontefice redentore della Patria.
Ben presto purtroppo ! agli evviva tennero dietro gl'insulti e le minaccie onde il Papa, intento a salvaguardare più che se stesso la sua spirituale e temporale dignità ed indipendenza, se ne fuggì da Roma e riparò a Gaeta. Roma, allora, s'eresse a Repubblica e strenua­mente combattè contro gli stranieri accorsi in difesa della Santa Sede e per ristabilire, l'ecclesiastico governo: e vi riuscirono, infatti, malgrado la valorosa resistenza di Bologna, di Ancona e, sopratutto, di Roma eterna.
Durante questo periodo, breve per numero di mesi ma importan­tissimo per varietà di eventi, Luigi Mercantini secondò, in Senigallia, il movimento di patria rigenerazione e, canti, discorsi, proclami, usci­rono dalla sua facile ed appassionata penna, senza che per questo egli venisse meno né ai suoi doveri d'insegnante, né a quelli di citta­dino e di soldato. Ancb'egli, infatti, vestì l'onorata divisa d'ufficiale 'della Guardia civica ed in tale qualità si trovò coinvolto in delica­tissime operazioni di sicurezza nazionale e di polizia (quali, ad esempio, l'arresto di alcuni stretti congiunti del Pontefice regnante) che forse, più. tardi, a restaurazione avvenuta, gli sarebbero state ascritte a grave colpa da scontarsi, magari, con l'estremo supplizio, come toccò al povero e generoso Girolamo Simoncelli, capro espiatorio di delitti non suoi, ma che egli invece, deprecandoli, tanto s'era adoperato a -scongiurare o, almeno, a ridurre in minori proporzioni. lt
L'attività di scrittore e di patriotta del Mercantini, durante questo critico periodo di vita senigalliese, è poco nota pur essendo davvero degna di studio: e, se a taluno potrà sembrare strano che il Poeta della rivoluzione italiana rimanesse tranquillamente a casa a dettar lezioni e proclami e a scriver versi, mentre tanta balda gioventù
x> Appena avuta nuova della strage senigalliese L. Mercantini, in una bella epigrafe, compendiò l'affetto ed il compianto per l'infelice Martire amico e per le italiane speranze. Scrisse: 0 Girolamo Simoncelli che a' 2 ottobre di questo anno [1852] ** in Senigallia tua terra dalle canne di sgherri elvetici folgorato cadesti con *ltri 23 concittadini tuoi per tenebrosa consulta noi esuli italiani in tfuesto giorno di pietose e care memorie - - ricordiamo qui con supremo affetto --u tuo nome perchè tu novellamente salito tra la famiglia dei Martiri della Patria dica loro che nel pensiero di tanti fratelli immortali noi soffrendo speriamo (Ripatransone: Raccolta Mercautiniana: donazione Speranza).