Rassegna storica del Risorgimento

LETTERATURA ; MERCANTINI LUIGI
anno <1935>   pagina <626>
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Enrico Liburdi
studentesca dello Stato Romano combatteva sui campi del Lomh Veneto, l> converrà tener presente che, in quei tristi mesi di mas ' pericolo per la patria, il vivere in Senigallia non era dormire su Imi di rose, specie quando (come il Mercantini) si era segretari del Circolo popolare, ufficiale della Guardia civica e d'animo retto e di spiriti moderati, anche se necessariamente velati da una certa dose di intransigenza politica. Quando in città, una famigerata squadracela d' ammazzerelli di giorno e di notte, in casa e sulle pubbliche vie in luoghi sacri ed in profani, accoltellava a piacere i benpensanti (spesso a semplice scopo di rapina o di vendetta) e dava di piglio ai privati ed ai pubblici averi, era pur necessario che qualche onesto o qualche intrepido rimanesse a far argine alla meglio a quella feroce marmaglia che avrebbe affogato nel sangue fraterno la patria libertà rendendola odiosa agli stessi patriotti.
Questo, forse, pensò il Mercantini il quale, restando a tribolare in riva al Misa, risparmiava anche un grande dolore alla mamma malan­data in salute (e morì il 12 novembre 1848) ed allo stesso babbo suo, un clericalone di tre cotte, il quale già si spiritava abbastanza a sapere il figliolo affannarsi tanto per la causa italiana ed a scrivere perfino inni contro i tedeschi,mentre all'entusiasmo del figlio,rispondeva con una irò* nia sarcastica in fondo alla quale, però, non è difficile indovinare la tre­pida ansia dell'affetto paterno che pur nutriva per lui.2) Ma che avrebbe mai pensato, il pacifico Domenico Mercantini, se avesse saputo che, le tristi frasi del famigerato proclama del 27 febbraio 1849, il povero figliolo era stato costretto a buttarle giù d'un fiato, quasi sotto detta­tura e con l'ossessione di una pistola spianata contro la sua fronte, tale essendo la dispotica volontà di Gaspare Francesconi detto Lasagna, il feroce capo degli ammazzerelli? Vita d'incubo la sua e che, nelle lettere alla famiglia, egli cerca di far capire in una forma forzatamente
i) Cfr., fra l'altro, il recentissimo articolo del P. VANIRCI (Dal Mercantini al Rosmini attraverso il Prati) nel fase. I, p. 56 della corrente annata della nostra Rassegna,
2) La uria canzone scriveva il Poeta è cantata da tutte le ty passano qui e tutte le bande la suonano e spero che la sentiranno anche ì te es così, se non posso tirar loro con lo schioppo, tirerò coi versi; e qualche volta male anche questi; al che, il babbo, rispondeva: Oggi mi è giunta una *** j musicata. So bene che il gran guerriero Mercantini passerà per Fano on e al Po per una battaglia che dice vinta. Così noi tutti andremo in Fano e gii una dolce preghiera, se col suo cannone volesse degnarsi mandare m mi e p nostra vita. Domenico Mercantini era nato a Cagli il 25 febbraio 17. Foseombrone il 7 maggio 1874.