Rassegna storica del Risorgimento

LETTERATURA ; MERCANTINI LUIGI
anno <1935>   pagina <627>
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I Canti dell'esilio di Luigi Mercantini 627
ambigua, ma che il Poeta avrebbe lasciato molto volentieri per recarsi a combattere nel Veneto con l'amico colonnello Giraldi che l'avrebbe desiderato a suo Segretario particolare. J)
Quando però il governo di Roma lanciò l'estremo appello perchè tutti i cittadini validi alle armi accorressero a difendere la pericolante libertà minacciata principalmente dai francesi e dagli austriaci, Luigi Mercantini ruppe gl'indugi e partì alla volta di Bologna, ufficiale della Guardia civica mobilizzata della provincia di PesaroUrbino. Se non che i soccorsi, ormai, erano scarsi e tardivi.
Gli austriaci, padroni già di Bologna, dilagarono rapidamente per la Romagna e le Marche, sicché egli, sentendosi troppo compro­messo pe' suoi scritti e per le sue azioni, insieme ai commilitoni, riparò in Ancona che meglio provvista d'armi e di soldati, per la sua felice posizione topografica, pareva atta a sostenere con miglior fortuna l'urto dell'invasore.2)
Ma così non. avvenne.
Sul cadere del giugno anche Ancona dovette capitolare agli austriaci, non senza aver prima avute garanzie pel libero esodo de9 suoi valorosi difensori: il Mercantini fu tra questi. Incerto della sua sorte e con l'animo angosciato, visse ancora qualche giorno nascosto in città indeciso se muovere per l'esilio o rimanere in patria, finche il timore d'incontrare pèggior sorte ed il sapersi attivamente ricercato dagli austriaci a cui non erano ignote le sue virtù di poeta e di arringa-tore di popolo lo decise al gran passo: cercare temporaneo rifugio nelle isole greche dello Jonio consigliatovi da alcuni amici triestini e padovani che pure si recavano colà. Prima però della partenza rinunziò alla cattedra di cui era titolare con dignitosa lettera al Gonfaloniere di Senigallia,3) indirizzando, contemporaneamente, uno straziante addio al babbo suo. 4)
1) In una responsiva ai rimproveri paterni, Luigi Mercantini, scriveva il 24 aprile 1849: ...Vi direi ben bene tutto; ma non è cosa da dirsi in una lettera. Voi non "aie in Senigallia... : quanto significativa quest'ultima espressione !
Su tal fosco periodo di vita senigalliese cfr. A. BONOPERÀ, Sinigoglia nel 1848- 49, Iesi, tip. lesina, 1912, voli. 2.
2) Questo Battaglione Mobilizzato era costituito di sette compagnie della forza complessiva di 617 uomini: alla fine dell'assedio contava invece 507 teste. Coman­dante del Corpo era il maggiore Giacomo Lenci, mentre le due compagnie senigalliesi (1* e 3) forti complessivamente di 165 uomini, dipendevano dai capitani Giuseppe Monti e Leopoldo Giovannelli (cfr. colonn. G. SANTINI, Diario dell'assedio e della tifaa di Ancona nel 1849. L'Aquila, Vecchioni, 1925; pp. 26-27).
h Doc. n. I. *) Doc. a. 2.