Rassegna storica del Risorgimento
LETTERATURA ; MERCANTINI LUIGI
anno
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1935
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pagina
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629
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I Canti dell'esilio di Luigi Mercantini
gioia, quindi, quella del Mercantini, nel riavere il portafoglio ch'era il compendio d'ogni sua fortuna.
La navigazione fu difficile e lenta pei venti contrari e la fragilità del legno. Durante questo penoso viaggio, l'umidità e la mancanza di un buon riparo, causarono al Poeta dolori acutissimi al ginocchio sì da rimanere, poi, quasi zoppo.
Rasentando il Gargano il Poeta die sfogo alla sua ambascia in un canto: un sonetto eh'è il primo sgorgato durante l'esilio e dedicato gràst'appunto allo sperone d'Italia, vaghissimo promontorio che a lui, fuggente dalla patria, pareva porgere l'ultimo affettuoso saluto.1)
jQ 2 luglio, il mesto convoglio degli esuli, sbarcò a Corfu dopo una nottataccia d'inferno che li aveva costretti ad alzarsi a precipizio dalle cuccétte ed a scendere all'improvviso nella Isaia comune. In quell'angoscioso parapiglia l'infelice Poeta fu derubato di quei pochi scudi ch'erano l'unica sua ricchezza e, quando la calma tornò sul mare e potè farsi lo sbarco, la cordialità più che fraterna de' corciresi, fu non piccolo sollievo ai miseri che eransi colà recati in cerca di asilo e di lavoro.2)
Doc. n. 4.
2) Può essere utile rileggere il brano poetico in cui Francesco Mercantini (fratello uel Poeta ed anch'egli delicatissimo scrittore) valendosi dei documenti epistolari originali allora in sua mano, bellamente ricostruì queste dolorose peripezie fingendo che il fratello ne faccia il racconto:
...Contro ai barbari gridato ho sempre che a nostro dispetto desian l'Italia, e tórre a noi que' beni che Dio n'ha dato ! E i barbari da noi non pur non si partian, ma più da presso ne1 popoli mettevan lo spavento. E me cercavan... se in lor man venuto io già mi fossi, oh ! quanto maggior pianto avresti in cor, sorella mia ! Fuggito io san... d'Ancona il baluardo vidi divampando cadere, e mi salvai. Per mar stemmo otto dì; Vultima notte levossi vento orrìbile e fin presso fu al naufragar la nave. In quel terrore, in quel grave scompiglio io fui rubato d'ogni mio aver che scarso era e frugale, tal che, se la pietà fraterna in questi lidi non m'accogliea, di porta in porta er'io mendico... .
(Dal carme: Alla memoria di L. M.: un lampo di giovinezza).
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