Rassegna storica del Risorgimento
LETTERATURA ; MERCANTINI LUIGI
anno
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1935
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pagina
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637
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I Canti deWesiliò di Luigi Mercantini 637
Anche in Zante anime buone gli furono cortesi e larghe d'aiuti e di conforto: primeggiano fra esse il conte Ermanno Lunzi storico eminente delle isole Jonie, persona dabbene e ricca assai. A lui è giusto aggiungere il nome di Roberto Sergent legato al Poeta da fraterna amicizia ed il cui nome (al pari di quello del Lunzi) non si disgiunge da alcuni gentili componimenti poetici del memore amico. *)
In città Luigi Mercantini abitava una modestissima casetta in via Vesalio non lontana dal mare, ma come egli ebbe poi a scrivere al ravennate Filippo Mordani2) Vanima oppressa non può ralle' grarsi nel sorriso della terra e del cielo . Poi c'erano altri guai a rendere sgradito quel soggiorno oltre gli scarsi guadagni: terremoti frequenti, febbri malariche persistenti ed infine sopraggiunse lo spauracchio del cholera morbus .
Questi disagi e pericoli ogni dì aumentanti non facevano che accrescere il desiderio del Poeta di tornare in terra italiana. Nostalgia appassionata la sua e che si rivela ognora, anche in quell'ansiosa richiesta di notizie paesane in tutte le lettere inviate all'affettuosa sorella, Tunica, in casa sua, che avesse sempre mantenuti con lui cari e frequanti rapporti epistolari non trascurando d'instillare nell'animo dei fratellini quel culto per l'esule fratello maggiore che si stamperà così profondamente nell'animo loro sicché essi per Luigi lo serberanno intatto fino al sepolcro, uè lo sapranno concepire disgiunto dallo sviscerato amore per la Patria e per la Poesia.3)
Tre anni dopo il suo sbarco nelle isole dell'Egeo il Mercantini, con falso nome, lasciava l'ospitale terra d'esilio facendo vela per Malta: era il 16 luglio 1852 ed alla vaga patria del Foscolo indirizzava quel
di Garibaldi. Altri cimeli e manoscritti egli aveva avuti in dono e dalla moglie del Poeta e dalla nipote prof. Luigia Mercantini quale preziosissimo pegno di riconoscenza verso ehi, della gloria e del nome del Poeta dell'Inno di Garibaldi, s'era fatto degno illustratore e rievocatore.
*) Cfr. i canti: Lisina - Ai figliuoli di Roberto Sergent - A Riccardo Sergent (ined.).
2) Torino, 18 settembre 1852 (cfr. G. BERTOZZI, Lettere inedite familiari di Filippo Mordani, ecc. Pesaro, Federici, 1880, p. 287 e seguenti).
3) Già si disse in altra nota di Francesco Mercatini (1838-1921): qui farò menzione del prof. Stanislao, penultimo nato di casa Mercantini e che, anch'egli, ebbe intelligenza viva, fluida e feconda vena poetica, ma vita infelicissima per tribolazioni infinite (1837-1897). Vedi: G. GROSSI. Cenni biografici e saggi di scritti di S. JW., Fossombrone, Staurenghi, 1910.
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