Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
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1935
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pagina
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644
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644 Enrico Liburdi
pianga ricordando due persone che inutilmente io cerco sopra la fe j forse mi aiutano dal cielo, perchè mi amavano tutte e due- così si rie A **'
chi è vivo ancora l Saluta il tuo Anselmo, il quale certo ti amerà e tiTTl * "*
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anche
quelli
ricordati
di più perchè sei mia sorella. Addio, Teresina, saluta la famiglia Buffoni Tttóti che sai possano ricordarsi di me, la famiglia Silvestri, Morelli, ecc. Addi * sempre del povero tuo fratello. Molti saluti a tutta la famiglia Bucci, (Sfatà1 quando Dio vorrà e quando potrò tornare senza umiliazioni, perchè io non voglio " liarmi avanti a nessuno. Non sono reo di nulla e, per consegnerà, voglio torZl senza che alcuno mi dica un insulto. Addio, addio.
Corfù, 7 novembre 1849.
il tuo fratello
Sig. Anselmo Bucci FoBSombrone
(Eipatransone, Raccolta cit., n. 6).
7.
Domenico Mercantini al figlio Luigi,
Fossombrone, 11 marzo 1850.
Ho tardato fino ad ora a riscontrare la carissima vostra del 19 dicembre scorso perchè fui e sono in uno stato cosi terribile di spirito da non potersi descrivere. Pas? sarono per me, caro Figlio, i giorni di pace e di consolazione per i motivi che potete immaginare. Dio mi ha visitato con tante tribolazioni di vario genere che, senza il suo speciale aiuto, mi accorceranno la vita. Almeno potessi sperar conforto dai due figli che mi restano. Ma temo e fremo.
Sbilanciato ancora negli interessi, non posso aiutarvi come vorrei, e fo uno sforzo grande mandandovi sei scudi, dei quali desidero mi diciate se li avete avuti per sola mia quiete e non per altro. Ricevete un solo ricordo da un Padre afflitto abbastanza: abbiate sempre Dio avanti agli occhi.
Ed in prova che ancora vi amo, vi dò la mia benedizione con cuore trafitto, ma ancora da padre. Addio, caro Figlio, addio.
(Ripatransone, Raccolta cit., n. 8).
8.
Zante, 2 giugno 1850. Mio caro Padre, Vi ringrazio con tutta l'anima, con tutto l'amore di un figlio che si credeva i aver perduto l'affetto del suo padre. Più volte io ho avuto questo timore, ma era ao o un timore non una certezza, perchè quando col mio pensiero e più col imo cu fermavo a considerare, lo vedeva che voi non potete a meno di amarmi. La * mi avete scritta è il ritratto dell'anima vostra: certo che molti dolori debbono grav sul vostro cuore e non piccola parte di essi vi deriva da me. Anche in altia vi ho chiesto perdono di questa afflizione onde io sono la causa, ma credeteli Padre, in gran parte involontaria. Il tempo chiarirà le cose.