Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
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1935
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pagina
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646
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646 Enrico Liburdi
tuttavia il vostro figlio amato sempre nello stesso modo da voi, e sarò
fratello di Stanino e di Checchino, ed io aggiungerò le mie cure a quelle 'h**** **
voi per la loro educazione e perchè abbiano un non triste avvenire. Io vfh
continuamente, e un mese fa diressi la lettera in Ancona a certi sin fx t ir 5
l'avete ricevuta ? Sono otto mesi ch'io non ho più lettere da nessuna parte: cerTf
lettere o mie o dirette a me rimarranno ferme chi sa dove e da chi i <; m;
j A 7 , . . .. OBini rispondete
adunque, farete impostare le lettere in Ancona con questo indirizzo: Al si* CA
PONCINI nel Commissariato inglese in Corfu il quale avrà cura di spedirle a
me in Zante. Io sto bene: ed ora finalmente sono in discreta maniera provveduto. Cam
e viveri gratis: qualche scudo al mese che terrò in serbo per fare il viaggio che non sarà
certo molto lontano, e amore di tutti. Sono già diciotto mesi che vivo lontano datant
dolcezze di famiglia e di Patria: o caro padre, quanto desidero di riabbracciarvi E voi?
È con amore o con isdegno che la mia rimembranza vi si risveglia nell'animo ? Che
cosa dovrà provare il nostro cuore rivedendoci dopo tanto tempo di lontananza ! Ma
almeno, caro padre mio, scrivetemi due righe. Che dolorosa impressione a un povero
figlio andare alla posta ogni volta che dopo quindici giorni torna il vapore di Ancona
domandare lettere e mai nulla, mai nulla ! sarà vero che voi mi abbiate in tutto
dimenticato ? caro padre: io vi sono cagione di dolore è vero, ma di disonore non già:
e io vedrete meglio col tempo: capisco che vi sarà qualche stupido o asino e birbante
che cercherà di svegliare nel vostro cuore tutt'altra cosa che l'affetto per me; ma io
fido nel vostro cuore per cui potrà più la forza dell'amore paterno che le male arti
di qualche tristo ignorante.
Amatemi caro padre, e datemi vostre nuove. Datemi nuove pure del mio compare Don Vincenzo e degli altri tutti della famiglia.
E la vostra roba che avevate in vescovado, l'avete tutta potuta portar via senza difficoltà ? Io, sevi ricordate, più volte vi dicevo di provvedere a questo per ognibaon fine. Perdonatemi se vi scrivo in un mezzo foglio di carta, ma dovendo questa lettera esser mandata in altro luogo per venire in Italia in modo sicuro ha bisogno che sia molto sottile. Consolatemi adunque di una vostra lettera. Salutate vostra moglie, e tanti baci per me ai fratellini i quali spero saranno buoni e ubbidienti. Benedite il
vostro figlio
LuigL
Abbiatevi da Dio nel nuovo anno tutte le consolazioni che desiderate; io per me mi auguro solo quella di riabbracciarvi in primavera.
All'ili.mo Signore
sig. Domenico Mercantini
Fossombrone
10.
Agli Egregi Zacintii
L'Autore ftrt msn
> 20 marzo loou.
Ristampando qui i miei Canti pubblicati in Corfù, mi parrebbe j porgere alle mani vostre il mio libro, senza indirizzarvi una parola di gra affetto. Voi mi avete accolto con ogni maniera di gentilezza: avete coinxn dura mia condizione; mi avete consigliato a porre a profitto quanto nSy , . j gegno e di esercizio di scrivere, ed io non avrò a sentire tutto il debito dinflgJ