Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
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1935
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pagina
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649
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I Canti dell'esilio* di Luigi Mercantini I 649
E un altro diceva: Io seguo la bandiera della tirannia, ma non col cuore? amo anch'io la Patria e la Libertà, anch'io spero di combattere un giorno per la redenzione dei popoli: se tn mi ami, o giovane, crescerai potenza a quell'affetto mio. E una voce glirispondeva: Quando tn avrai combattuto pel popolo e non pel tiranno, tu troverai allora la fanciulla che ti darà amore l ma la fanciulla del tuo amore la troverai nella patria tua. Belli e forti sono i giovani d'Italia: Dio li ha posti qui perchè li afflassimo noi: a noi non snona dolceil bel si nella lingua vostra.Benedette le fanciulle italiane!
Leggete, o Donzelle, ecc.
E gli orgogliosi trionfatori voleano, nella bellezza dei teatri italiani, fra le incantevoli melodie e le lucenti scene, rallegrarsi nelle vaghe pupille delle leggiadre giovani nostre; e le melodie incominciavano, e gli orgogliosi girarono impaziente lo sguardo, ma le aspettate pupille non brillarono, e quei rabbiosi batterono in terra la suonante spada, e si arricciarono con fremito le basette. Benedette le fanciulle italiane!
E nelle domestiche sale s'intrecciarono talvolta affettuosi innocenti balli e i nordici guerrieri udirono dalla via il suono della contradanza e salirono ed entrarono, ma le fanciulle interruppero le loro carole e si ritrassero alle loro stanze: e i nordici guerrieri batterono in terra la suonante spada e si arricciarono con fremito le basette.
Benedette le fanciulle italiane!
Leggete, o Donzelle, ecc.
Ha ci fu detto ancora : Alcune donzelle delle città nostre hanno sorriso allo straniero, hanno stretto la mano che si tinse nel sangue dei fratelli nostri, hanno dettot
Io t'amo a chi dal seno della terra d'Italia sente uscire il grido della maledizione.
Oh! amorose vergini, che piangete, pensando a noi, se vi scontraste in quelle bastarde figlie d'Italia, rivolgete da esse la vostra faccia, oppure lanciate loro un sogghigno di scherno dicendo: Oh! le Rinnegate!
Oh! le Rinnegate! I loro nomi sono giunti insino a noi e ogni esule li porta segnati in una pagina nera! nella pagina nera dove sono scritti anche i nomi degli Apostati, dei Traditori e dei Vili!
Oh! le Rinnegate! esse pensano di godere le dolcezze di amore fra le braccia del soldato straniero, e sono costrette a desiderare che sugli occhi dei forti giovani italiani non risplenda più mai il sorriso della Libertà!
Oh! le Rinnegate! Lo straniero ripasserà le Alpi, la bandiera dei tre colori tornerà a sventolare su le nostre mani! Fuggite, fuggite dall'Italia, o Rinnegate, ruggite coi drudi vostri, l'Italia non è più per voi, voi non potete più cingere i tre colori, voi non sentirete più dal labbro del giovane italiano la parola d'amore, voi non avrete più bellezza per noi né di chiome, né di pupille, noi vi getteremo in sul viso la sozzura delle cloache, noi vi grideremo: - All'infamia! -
Ma voi, voi si canterete gioiose con noi, o fedeli donzelle, che con lo scherno e lo prezzo avrete risposto alle lusinghe dello straniero, voi canterete con noi l'Inno della Nazione; e noi vi cingeremo il mirto e i gelsomini e le rose agli odorati capelli e i vostri giovani amanti vi baceranno la guancia in mezzo a tutta la luce del libero cielo d'Ita-'ia, e voi salirete il pudico talamo fra i lieti cantici della redenzione!
Lggete, o Donzelle d'Italia: è la parola di un esule fratello che parla a voi d'oltre iQare,
Da Ricordo dell'inaugurazione della lapide a L. M.r in JRir atransone il 20 set-tmhre *W5 (Ascoli Piceno, Cesari, 1895; pp. 23-25).