Rassegna storica del Risorgimento
OUCHY (PACE DI)
anno
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1935
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pagina
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652
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Enrico Liburdi
Se a Vorbe madri dj caduti eroi Straniero ceffo sogghignando guarda, Non rispondete, ma pensate al poi!
Né vi sia grave se quel giorno tarda, Cresciuta nel dolore, a la vendetta Più la vostr'alma s'alzerà gagliarda.
Da voi la patria, o cara speme, aspetta Quel che noi non potemmo! a la meschina Voi ridarete ogni cosa diletta.
Non disperate, s'ella il capo inchina Sotto il reo giogo: sol che vogliate, La mesta ancella tornerà regina.
Dal torvo mar che vi circonda, alzate L'occhio a la stélla che lontan risplende, Al turbine che spira non guardate.
Celate il fuoco infin che non si accende De1 rei bronchi a purgar quanto di terra Da VAlpi a la Trinacria si distende.
Questa che i regi han vinto non fu guerra! Fu picciol cenno di terribil danza Che nel sen de le genti ancor si serra.
Sparve di libertà fin la sembianza, Sparve, ma non fuggì! nei petti vostri Ella entrò ad attergar con la speranza.
Se avvien che qualche vile alma si prostri Allo stranier, voi fermo alzate il viso, Che Italia vive ancor, per voi si mostri.
Duro inferno d'un popolo diviso
Vhan fatta i regi; ella or per voi ritorni,
Qual Dio Vebbe creata, un paradiso.
Fede, Concordia e Carità soggiorni Nell'alma a voi, vostra gentU natura De le antiche virtù tutta s'adorni.
D'archi, di statue, di colonne e mura Abbiam noi gloria! ma che gloria è questa Se il perpetuo suo frutto è la sventura?
Eterno dura sol, né mai s'arresta In suo cammino, la Virtù che adorna Tutte le altezze e ai tiranni arde funesta.