Rassegna storica del Risorgimento
MADDALENA (ISOLA DELLA)
anno
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1935
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pagina
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662
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"62 Libri e periodici
La stona esaminata da un siffatto punto di vista non può esaere ri Il Ferrari infatti e non è purtroppo il solo procede per miti II ****** maggiore mito è la Rivoluzione. E la prima ipostatizzazione di concetto Hv0 "' con R maiuscola. Chi è che compie il risorgimento italiano? La rivoluzione F* più un'idea o un fatto: è addirittura un personaggio. Noi lo vediamo nuueàV* gioire e soffrire, quasi gesticolare e vestir panni (che sono poi quelli di oirai arm tario teatrale melodrammatico). Ma che cosa vuole la Rivoluzione? A voler t T**' alla tesi del Ferrari non è possibile ad un mito non far seguire un altro mito ,{? cosa vuole dunque la Rivoluzione? Poniamo: la libertà (o indipendenza costmiio eguaglianza, unità, ecc.). Ma anche questa volta, se si segue il Ferrari, ci si trova din01*' a vuote forme, perchè il concetto, quando lo si ipostatizza o lo si svelle dalla sua propria realtà storica, diventa vuota forma, quasi una facciata che non abbia l'edificio retr stante. Che cosa è infattila libertà fuori della storia? che cosa è se non si viene attuando per tali e tali esigenze, in determinate circostanze, rispetto a determinate entità con-erete che ne ostacolano o ne favoriscono il divenire? La libertà che chiedevano i pari" gini dell'89 era forse la stessa che chiedevano i vandeani nel *93? Ipostatizzare il con cetto di libertà, cerne già quello di rivoluzione, significa voler metafisicare la storia: ossia voler celebrare il fatto storico al difuori di se stesso.
Chi è che ha compiuto la rivoluzione? Il terzo stato, risponde il Ferrari II terzo stato: borghesia e proletariato. Cosi di anello in anello, di schema dopo scheauL.il rosario si viene sgranando. Il Ferrari pensa che siffatto modo di intendere la storia sia una teoria, e infatti combatte il materialismo storico in nome di questa sua teoria, La quale è così perchè al prof. Ferrari è apparso che secondo questi canoni la storia del Risorgimento debba essere intesa, ma potrebbe essere benissimo diversamente. None dunque una teoria, è una trovata, sia pure ingegnosa, ma una trovata. Infatti si potrebbe dimostrare che non è il terzo stato che ha compiuto la rivoluzione, ma sono i primi due, che l'hanno determinata, l'aristocrazia e il clero ; che le forze negative del Ri* Borgimento sono quelle che determinano il sorgere di quelle positive: che Ferdinando li e il principe di Canosa, ad esempio, siano più < artefici del Risorgimento che Carlo Alberto o Cavour. Chi Io potrebbe impedire? Quali dati di fatto sarebbero più eccepibili di quelli addotti dal prof. Ferrari ? Ma si rimarrebbe fuori strada.
Né il terzo stato né i primi due hanno compiuto la rivoluzione. Né Carlo Alberto è più artefice del Risorgimento di Ferdinando II, né viceversa. Ognuno, consapevolmente o inconsapevolmente, ha portato la propria pietra nella costruzione di quel monumentale edificio che è il Risorgimento italiano. Altrimenti si rinnova cosi la situazione della colomba kantiana: la quale, come ognuno ricorda, aveva l'ingenuità di credere che la resistenza dell'aria fosse mi ntile ostacolo alla sua velocità, nei suoi liberi voli pel cielo! Questa concezione degli e ostacoli (ed il Ferrari tenta di teorizzarla proprio nell'opuscolo dianzi citato), mentre non può essere intesa che con criteri esclusivistici dai quali lo storiografo dovrebbe rifuggire, mena irrevocabilmente ad un computo di valori diversi. Orbene, diciamo noi: i fedeli del Medioevo che salmodiando innalzavano cattedrali al Signore per conquistarsi un ipotetico regno dei Cieli, uuianz alla divina Giustizia non avevano forse egual diritto alla vita eterna degli architetti che avevano ideato l'edificio e dirigevano quelle mistiche turbe? Perchè dunque OD computo di valori? Perchè gerarchizzare nomini e avvenimenti ? Un siffattometo allontana lo storiografo dalla spiegazione del fatto storico. Nei criteri della storiografi s'infiltrano problemi che le sono estranei. La storiografia si dilata come perlina mostruosa elefantiasi, e tende sempre più a svilupparsi in senso ghuadico: w qn tocchiamo forse il maggior male di questo indirizzo : la ricerca dei menti responsabilità. . mevù
D'altra parte, concependo in maniera più vasta lo svolgersi degli J orici, ne viene di conseguenza la negazione di quell'altra interpretazione de .J di un Risorgimento fatto da pochi e da eletti, del Risorgimento come sopru