Rassegna storica del Risorgimento
MADDALENA (ISOLA DELLA)
anno
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1935
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pagina
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675
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VITA DELL' ISTITUTO
IL CONGRESSO DI BOLOGNA. - Segnaliamo volentieri tra i molti articoli dedicati dai giornali quotidiani al XXIII Congresso del nostro Istituto questo, apparso sul Corriere Padano del 15 settembre.
Ultimati x lavori del XXm Congresso Nazionale del Regio Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, S. E. de Vecchi che in questi tre giorni di alacre lavoro neppure per un attimo ha abbandonato il suo seggio di Presidente, è ripartito in serata ossequiato da tutte le autorità alle quali ha ancora una volta rinnovato le sue espressioni di plauso per l'organizzazione veramente impeccabile dei Congresso e per la cordialità con la quale Bologna ha ospitato l'eletto stuolo di studiosi intervenuti da ogni parte d'Italia e anche dall'estero.
L'importanza del lavoro compiuto non ha bisogno di essere illustrato: i lettori che hanno giornalmente seguito su queste colonne il procedere delle relazioni, l'importanza dei temi, la serietà delle discussioni, avranno potuto comprendere, anche dalle affrettate corrispondenze giornaliere, quanto interesse e quanto lume sia scaturito dalle dotte ed elaborate giornate di studio.
Non è vero che i congressi lasciano il tempo che trovano, come generalmente si crede. Lo scambio di vedute sui molteplici interessanti argomenti messi all'ordine del giorno, le proposte di importanti problemi da affrontare e del come si potrebbero risolvere, l'analisi profonda degli avvenimenti secondo il punto di vista e la preparazione storica di dotti studiosi, non possono non apportare un'influenza benefica a quegli studi che sono stati portati sul terreno delle discussioni sotto una presidenza così autorevole, intelligente e ferma che non ha permesso di scivolare in chiacchiere inutili; d'altra parte la libertà di portare la propria esperienza personale a beneficio di tutti; il concorso di studiosi che sono maestri in tal genere di studi e che non sono stati avari di spiegare e chiarire punti che avrebbero potuto sembrare oscuri permettono oggi di dire che nel campo degli studi storici, il XXIII Congresso nazionale ha portato benefici innegabili.
Fra i relatori si sono imposti alla attenzione dei congressisti degli studiosi che nelle loro dotte esposizioni hanno toccato, approfondito, svelato, sulle sicure tracce di documenti inediti, dei punti e dei fatti poco o mal noti. Cosi dicasi per le relazioni dei professori Simeoni, Silva, Bodin, Romano, Lumhroso ed altri. E sopratutto non si potranno dimenticare le dotte esposizioni dei temi generali, dettati dallo stesso relatore, di S. E. l'Accademico d'Italia Gioacchino Volpe, né l'intelligente opera coordinatrice e sintetizzatrice del Presidente stesso, S. E. de Vecchi, ad ogni termine di seduta.
Le discussioni su punti di vista non sempre concordi, e perciò appunto interessantissime per le profonde cognizioni che dai dotti e dagli esperti venivano propagate, ed alle quali hanno sempre preso parte studiosi come le LL. EE. de Vecchi, Volpe, Ercole, Fedele, il sen. Salata, i professori Alberti, Monti, Rodolico ed altri, resteranno come non trascurabili punti di riferimento cui rivolgere la nostra attenzione di studiosi. Infine, non trascurabile la possibilità di presa di contatto tra studiosi di ogni parte dltalia, fra i quali, dopo la personale conoscenza, è possibile stringere vincoli di feconda collaborazione con scambio di vedute e con reciproca segnalazione di documenti che possono interessare gli studiosi dei vari argomenti o periodi storici.
Le discussioni sui temi generali hanno portato anche nel campo organizzativo proposte fondamentali che opportunamente vagliate dal Comitato centrale porteranno incaleolabUi vantaggi. L'assicurazione che S. E. de Vecchi ha dato non resterà certamente lettera morta e ne fanno fede le Buperbe realizzazioni che sotto la guida