Rassegna storica del Risorgimento

CARLO EMANUELE III RE DI SARDEGNA
anno <1935>   pagina <681>
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CARLO EMANUELE III
Nel processo storico donde venne fuori 1* Italia del Risorgi­mento le guerre di successione rappresentano la diana del suo risveglio politico. Come nei grigi anni del formarsi e del con­solidarsi del dominio spagnolo in Italia, così, circa due secoli dopo, allo scoppio della guerra di successione di Spagna, che segnò il tracollo di quel dominio, la valle padana, chiave d'Ita­lia, attrasse la cupidigia delle potenze disputantisi il primato in Europa. Senonchè, questa volta, a difesa delle mire egemo­niche di Luigi XIV, c'è un geniale principe sabaudo, Vittorio Amedeo II, capace di sventare la minaccia della nuova ser­vitù; c'è nella penisola un paese, il Piemonte, che sa di essere il baluardo d'Italia, di poter assolvere cioè quella funzione che, con la natura, gli avevan assegnato i due grandi antenati di Vittorio Amedeo, Emanuele Filiberto e Carlo Emanuele I.
A tale incoercibile bisogno di vita e di onore, onde agli albori del secolo XVIII il Piemonte impetuosamente irruppe, come agile e vigoroso torello in verde pianura, su l'aspro agone politico europeo, la memorabile battaglia di Torino dette la sua consacrazione, il trattato di Utrecht il suggello. Poiché la magnifica vittoria, con cui nel settembre del 1706 Vittorio Amedeo II fiaccava l'esercito franco-Ispano proprio intorno alle mura della sua capitale, e poi il riconoscimento che questo e gli altri successi militari ottennero nelle assise internazionali del 1713, procurando alla Casa Savoia dignità regia e considerevoli ingrandimenti territoriali, additavano le vie dell'avvenire. Chi avrebbe detto che la meta, ardua e lontana, doveva essere l'Italia?
E l'Italia ad Utrecht non fu del tutto mero subietto di accorte ripartizioni territoriali fra i potentati che avevano debellato la Spagna. Anche se da quello storico consesso, cbe s'illuse di fondare su nuove basi l'equilibrio europeo, la nostra