Rassegna storica del Risorgimento
CARLO EMANUELE III RE DI SARDEGNA
anno
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1935
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pagina
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684
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684 Ernesto Pontieri
in faccia al nemico: durante la celebre battaglia di Guastalla buttata la corazza che aveva indossato a somiglianza dei generali francesi, si slanciò in bianco farsetto nel folto della mischia e condusse i suoi, accesi del suo stesso ardore, aUa vittoria. E a Pizzighettone: Maresciallo, i miei pari non fue-gono dinnanzi al nemico! , egli rispondeva al maresciallo fran-cese Villars, accorso a farlo allontanare da un posto avanzato ove sotto il grandinar delle palle gli erano già caduti a lato tre aiutanti di campo e un famiglio. E continuò imperterrito a combattere fino a che la fortezza non ebbe capitolato.
D'altra parte, la sua esperienza degli uomini, la sua saggezza nella pubblica amministrazione, la costante sollecitudine per il bene dei suoi popoli attestano i due ministri ch'egli tenne a fianco durante un regno lunghissimo, che va dal 1730 al '73: fra gli eminenti ministri dell'età del riformismo illuministico, l'Ormea e il Bogino, lasciarono un'orma incancellabile della loro opera multiforme nei domini sabaudi. Alla quale opera Carlo Emanuele non si limitò a dare un semplice impulso platonico. Carattere fortemente volitivo e fattivo, tutto compreso della missione e della responsabilità del principe, intimamente sospinto a sentirsi presente nei vari settori della vita statale, egli concepì i propri ministri quali consiglieri ed esecutori d'una opera la cui iniziativa doveva risalire a lui, monarca, che parve tanto più vigile, prudente e infaticabile quanto più andava innanzi con gli anni.
E stato da alcuni rilevato che, nel generale avanzamento civile degli Stati italiani in virtù della politica innovatrice e rinnovatrice settecentesca, molto discutibili furono i progressi che il Regno di Sardegna realizzò sotto Carlo Emanuele III. Giudizio fondato sui tradizionali criteri valutativi del movimento riformatore del secolo XVIII! Orbene, se nella legislazione si rifuggi da certo radicalismo, se, non agirono come altrove, certe forze demolitrici di origine esotica, se mancarono atteggiamenti ripugnanti alle tradizioni locali, tutt altro <