Rassegna storica del Risorgimento

ALBERTI FRANCESCO ; NAPOLEONE I ; PIO VII
anno <1935>   pagina <685>
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Carlo Emanuele III (>85
statico è da stimarsi il governo di Carlo Emanuele. Cosi lucida fu in lui la percezione della realtà e così educato il senso dello sperabile e del fattibile, che proprio in tali virtù è da ritrovare la nota dominante della sua azione politica.
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Guerra di successione polacca, guerra di successione austriaca: ecco i due sanguinosi conflitti europei, che impegna­rono quasi per intero i primi quattro lustri del regno di Carlo Emanuele. E richiamiamo due fatti: da un lato, il torto che dal trattato di Londra era stato fatto a suo padre, vuoi per aver dovuto scambiare la Sicilia con la Sardegna, meno ricca e più arretrata, vuoi per l'insediamento in Italia della signoria austriaca, più potente e minacciosa della spagnuola. Dall'altro lato, s'erge imperioso l'interesse sabaudo che, quasi principio immutabile, come aveva notato l'ambasciatore di Luigi XV, sovrastava al mutare di principi e di ministri. Duplice codesto interesse: le vecchie aspirazioni, sostanziate di ragioni storiche, giuridiche, economiche e strategiche, su la Lombardia e la Liguria, si fondono con la necessità che la penisola sia libera da dominatori e tutori stranieri, donde l'occhio sabaudo aperto presso tutte le corti italiane e, soprattutto, sul Mediterraneo, che la guerra di successione spagnola aveva dischiuso alla contesa di tre grandi potenze, Francia cioè, Austria e Inghilterra.
Tale interesse, che in Piemonte ha fortemente compenetrato la coscienza nazionale, portò Carlo Emanuele a intavolare trat­tative e con la Corte di Versailles e con quella di Vienna. Nego­ziati lunghi e spinosi, poiché su gli stessi punti che l'Italia pre­sentava di minore resistenza, come Toscana, Parma e Piacenza, Mantova, e sui quali si allungavano le mire del re di Sardegna, ivi questi doveva cozzare con appetiti borbonici oppure asbur­gici. Di modo che fu giocoforza accedere all'alleanza francese, schiacciante essendo l'egemonia austriaca su l'Italia e tiepida