Rassegna storica del Risorgimento

ALBERTI FRANCESCO ; NAPOLEONE I ; PIO VII
anno <1935>   pagina <688>
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Ernesto Pontieri
direttiva della politica del Richelieu, del Mazarino, di Luigi XIV? E non era forse in relazione con ciò quelTormai troppo aperto interessamento della Francia per la critica situazione interna della Corsica, chiave dell'Italia, del Mediterraneo e della Barberia , come la diceva quel conte Rivarola che sognava nientemeno di procurarla, proprio durante la guerra di successione d'Austria, a Carlo Emanuele? Non senza ragione dunque questi, accedendo a Worms alla coalizione anglo­austriaca, intendeva non solo premunirsi dalle manovre bor­boniche, ma altresì salvaguardare la libertà d'Italia ; e pre­feri rinunziare a vasti acquisti in Lombardia cosa che un secolo dopo gli rimproverava un suo stesso ammiratore, Cesare Balbo, che non riteneva cosi gravi quei pericoli piuttosto che mettere in gioco la sicurezza del suo Stato, al quale pen­sava, come una volta Lorenzo il Magnifico, che la migliore garanzia deriverebbe dall'equilibrio fra gli Stati italiani.
E scese in campo e, mal sostenuto dalla ambigua Austria, si trovò come accerchiato da soverchianti eserciti nemici, francoispani che discendevano dalle Alpi, borbonici che risa­livano dall'Italia meridionale. Nelle alterne vicende d'una guerra impari e difficile Carlo Emanuele non perdette mai quel coraggio che rasentava la temerità. Soldato fra i soldati che lo idolatravano, padre fra i popoli che lo acclamavano libe­ratore, egli era esempio di fierezza, di sacrifizio e di tenacia a tutti. Al vescovo di Fossano che, all'indomani dell'infausta giornata della Madonna dell'Olmo, era venuto a rendergli commosso omaggio, ripeteva: Possiamo essere oppressi, avvi­liti mai . Certo il popolo lo emulava in questo senso dell onore per cosi dire nazionale e dell'eroica abnegazione di fronte agli imprevisti della guerra: l'invitta resistenza che il popolo della ferrea Cuneo oppose nel 1744 ad un esercito franco-ispano e una delle pagine più fulgide e più popolari di quella campagna. Si narra che Carlo Emanuele piangesse di commozione, quando poco dopo, a fianco del prode generale Leutrum, visitò la citta