Rassegna storica del Risorgimento
ALBERTI FRANCESCO ; NAPOLEONE I ; PIO VII
anno
<
1935
>
pagina
<
689
>
Carlo Emanuele III
689
martoriata e pur fiera di non aver ceduto neanche allora, come già altre tre volte in quello stesso secolo, ad un potente nemico! Spettacolo meraviglioso davvero questo d'un popolo che scattava compatto all'appello del suo Re e formava tutto un esercito; e fu tale compattezza che portò alla vittoria finale, che nel luglio del 1747 folgoreggiò sui colli del Serano e del-PAssietta, e costrinse in breve il nemico a ripassare le Alpi.
Vigevano, Voghera e l'alto Novarese, ossia un altro pezzo della Lombardia austriaca, compensarono, nella pace di Aqui-sgrana del 1748, i sacrifizi che col suo popolo aveva fatto Carlo Emanuele. Non che da quel trattato, che pur riduceva il dominio forestiero in Italia, egli si sentisse pienamente soddisfatto: restavano su la carta la cessione del Finale, consacrata nei patti di Worms, e i diritti su Piacenza, mal difesi dalle egoiste potenze alleate. M
Ad ogni modo, il ciclo delle guerre di successione si chiudeva attivamente per il Piemonte, che vi si era tuffato sfidando i più forti colossi d'Europa, gli Asburgo ei Borboni. Quanto all'Italia, quelle guerre precorsero, per certi rispetti, le lotte d'indipendenza del secolo successivo: a spese della dominazione straniera erano difatti gli ampliamenti territoriali chei Savoia vi conseguirono. Contali ingrandimenti, che toccavano, in Lombardia, la riva occidentale del lago Maggiore, il corso del Ticino fino alla stretta di Stradella e, più a sud, abbracciavano Voghera e Tortona, e, nell'Emilia, Bobbio, è formato quel Piemonte storico destinato ad essere la precipua forza propulsiva del nostro Risorgimento.
* * *
Avvezzo a pescare nel torbido, il Re sardo di presente convien che segga mutolo spettatore di quel che gli altri fanno , scriveva al marchese Tanucci l'ambasciatore napoletano a Vienna, sicuro di fargli piacere, in una lettera del marzo 1757,