Rassegna storica del Risorgimento
ALBERTI FRANCESCO ; NAPOLEONE I ; PIO VII
anno
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1935
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pagina
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690
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690 Ernesto Pontieri
quando già divampava la guerra dei Sette anni. Ma la neutralità sabauda nella nuova conflagrazione europea, neutralità che meravigliava anche Federico di Prussia, era naturale. Se perno della politica dei Savoia era finallora stato Pantagonismo fra Asburgo e Borboni, momentaneamente composto quell'antagonismo per effetto del cosiddetto capovolgimento delle alleanze, un intervento nel conflitto avrebbe saputo di avventura. Di modo che restarono lettera morta sia le offerte francesi, sia l'invito britannico. Si sapeva che la politica italiana della Gran Bretagna era bifronte, filo-sabauda e filo-austriaca insieme, e che la ragione di siffatta tendenza non stava esclusivamente nel candido desiderio di dare l'Italia ai Savoia come piaceva di dire a certi circoli inglesi sibbene nella necessità di contrastare le mire borboniche d'influenza sopra un'Italia ordinata federativamente e di predominio nel Mediterraneo occidentale. Non si era forse la diplomazia britannica adoperata ad Aquis grana a conservare la maggior parte della Lombardia all'Austria allo scopo di opporre, con F ingrandito Piemonte, un contrappeso più valido alla potenza borbonica nella penisola?
Neutralità, dunque, dopo Aquisgrana, ma non supina passività politica da parte di Carlo Emanuele. Anche sotto quella temperie non si dissociò l'interesse sabaudo da quello propriamente italiano. Venne decorosamente composta la faccenda di Piacenza. Si occuparono, nel 1767, l'arcipelago della Maddalena e Caprera; e quando i Francesi ebbero occupato la Corsica, si fortificarono, a scanso di sorprese, le coste settentrionali della Sardegna. Non era peraltro mancato per Carlo Emanuele che la tragedia corsa non si epilogasse nel fosco baratto di Versailles. A quella tragedia egli tenne attentamente l'occhio, lasciando partire aiuti per i ribelli, che non avevano dimenticato le generose intenzioni ch'egli aveva palesato nel proclama loro diretto durante la guerra di successione austriaca, e invocando invano, all'indomani di Versailles, che l'Inghilterra