Rassegna storica del Risorgimento
ALBERTI FRANCESCO ; NAPOLEONE I ; PIO VII
anno
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1935
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pagina
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694
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694 Ernesto Pontieri
regio avoca a sé controllo delle forze culturali e la direzione della pubblica istruzione: e Carlo Emanuele sa essere mecenate di letterati e di artisti, riformatore di ordinamenti scolastici animatore d'istituti scientifici. E lui che invita il Muratori ad insegnare nella Università di Torino ; è lui che accetta dal Denina il manoscritto delle sue Rivoluzioni d'Italia, e, meno gretto dei suoi ministri, lo dà alle stampe; è lui, infine, che anticipando la risoluzione d'un problema allora tanto discusso toglie alle congregazioni religiose il monopolio dell'insegn mento. Altre iniziative, pur nobilissime, fuor dello Stato, non possono aver fortuna; se il governo faceva frugare archivi e biblioteche in cerca di titoli storico-giuridici awoloranti suoi diritti sui territori ai quali aspirava, cronache e documenti piemontesi vengono negati al Muratori per la sua raccolta mo numentale per timore che quei diritti potessero subirne lesione
Insomma è la ragion di stato che impera in tutto con la sua ferrea logica; e Carlo Emanuele la osserva e la lascia rigidamente osservare. Ed è solo la ragion di stato che determinò vuoi la fatale tragedia con cui si conchiuse la vita del vecchio Genitore, vuoi il proditorio arresto e la prigionia di Pietro Giannone.
Non mancarono, in codesto sistema, esagerazioni e degenerazioni, e, con esse, le inevitabili conseguenze. Poiché gli spiriti insofferenti, gli spiriti avidi di novità e di libertà intellettuale, trovarono insopportabile quell'ambiente, tutto legge e regola, e cercarono di spiemontizzarsi: fra questi, Vittono Alfieri, l'aquila svegliatrice della sonnolente Italia. Ma, notava già il Gioberti, che l'Alfieri, richiamando le lettere trasandate ai loro principi, instaurando il culto di Dante e inaugurando un'Italia italiana , rispose fedelmente alla vocazione del Piemonte, piantato dalla Provvidenza a tutela del resto d'Italia. Certo quegPirrequieti conterranei del fiero astigiano, ritornando nel Piemonte, dovettero riconoscere che loro paese, aveva pur carnminato, facendosi spiritualmen e più italiano. I discendenti di Carlo Emanuele non potrai*'