Rassegna storica del Risorgimento

ALBERTI FRANCESCO ; NAPOLEONE I ; PIO VII
anno <1935>   pagina <696>
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Ernesto Pontieri
Questo Stato ha una forza intrinseca, che resta unW razione nelle altre parti d'Italia, pur agitate dalla febbre rifor-matrice. Continua spedito il processo di livellamento sociale. La nobiltà viene attratta alla carriera miUtare, poiché ripu­gnava al positivo spirito piemontese il predominante indirizzo assolutista di farla cortigiana, per non renderla parassita* e la nobiltà, se si aliena dalla cultura, sa baldamente compiere il suo dovere sul campo di battaglia. Oltre a ciò, il potere regio favorisce l'ascesa d'una nuova nobiltà, ch'è poi quel ceto medio che, conquistando le professioni liberali, alimenta la buro­crazia, fedelissima al sovrano. Ne scaturisce un certo attrito tra vecchia e nuova nobiltà, affatto transitorio, poiché dal Piemonte è scomparso lo spagnolismo, e l'aristocrazia subal­pina, in assenza d'un intraprendente borghesia, non disdegna l'attività industriale. E peraltro Carlo Emanuele, primo in Italia, aveva applicato il più efficace strumento livellatore, che la pubblicistica riformatrice del secolo non si stancava di segna­lare ad esempio. Era il famoso catasto che, eseguito durante il regno di Vittorio Amedeo II, fu dal figlio promulgato nel 1731 e che introdusse progressivamente negli Stati sabaudi la perequazione tributaria, primo coraggioso passo verso l'ul­teriore abrogazione di altri anacronistici privilegi di classi e d'individui.
Tali provvidenze governative, alle quali non ultima si associa l'abolizione dei superstiti avanzi di servitù personale, incoraggiano il lavoro vuoi nelle campagne vuoi nelle città. Contro la natura, aspra e ingrata, il contadino combatte indefessamente e, arrampicandosi per colline e montagne, riduce quanto più può le terre incolte. Ma il Piemonte è pur sempre un paese povero; e più povero lo rese il sistema e e grandi affittanze, che con l'inurbarsi dei grandi propnetarf, si sostituì alla mezzadria; e la miseria prese il posto dea gioconda agiatezza rurale, il bracciante del sobrio e a rioso mezzadro. Ne nacque una erisi la cui conseguenza